Tutto ha preso vita

Ero confuso ed è arrivato l’Amore, ero stanco ed è arrivato l’Amore, ero assetato ed è arrivato l’Amore. Cercavo un dove, cercavo una strada e sono stato preso per mano dall’Amore.

Il corso vocazionale è stato lasciarmi indicare chi è davvero Dio. Al corso vocazionale le mie idee, le mie formalità, le mie paure hanno ceduto, la mia sete è stata saziata, come dice Gesù alla Samaritana: “…chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna” (Gv4, 13-14).
Dal corso vocazionale tutto è cambiato; la forma, l’apparenza, ciò che gli altri pensano, non è più determinante; quello che conta per me è l’Amore. L’Amore si è riacceso e ha dato vita a tutto, nella quotidianità, nelle difficoltà, nella sofferenza, nel servizio, passo dopo passo e sbaglio dopo sbaglio; il mio cuore è ricolmo di amore, batte per la vita.
Dal corso vocazionale le mie giornate sono sempre le stesse, ma il centro è tornato al suo posto; ogni azione, ogni relazione, ha acquistato il suo valore più profondo, perché mi sono riscoperto figlio amato, atteso, pensato, di un Padre che ama follemente; che sempre mi chiama e sempre mi aspetta, che soffre ogni volta che mi allontano da lui, ma sempre è pronto ad accogliermi e ripartire da capo. Non un padre fiscale, non un padre che vuole chissà cosa da me, ma un Padre che mi ama così come sono! E mi chiede solo di essere riconosciuto come Padre, Colui che mi ha dato la vita! Soffre, perché io senza Lui non ho vita, mi perdo in piccolezze, in banalità, mi accontento e non vivo; Lui è la vita, la pienezza, il respiro; è in Lui che tutto prende senso, è in Lui soltanto che io posso vivere!
Allora mi sono risuonate le parole di San Francesco: “Non più figlio di Pietro Di Bernardone ma Padre nostro che sei nei cieli!”, che libertà che gioia nel dire queste parole! Sono finalmente io.
Questo nella mia vita di tutti i giorni si è riversato e si riversa in ogni ambito. Prima vivevo il fidanzamento in secondo piano rispetto al servizio ai poveri, invece adesso lo vivo e voglio viverlo appieno, perché lì passerà la mia risposta a questo Amore. Nell’ultimo periodo il servizio che svolgo all’interno di una struttura della Comunità Papa Giovanni XXIII, era vuoto e molto stancante, mentre ora nasce tutto da un Amore più grande di Dio per me, che mi nutre e che spero di trasmettere servendo; anche la fraternità e l’amicizia si sono rinnovate, vivendole con meno possesso e più verità.
Insomma esteriormente magari è cambiato poco, i numeri e gli impegni sono più o meno gli stessi, ma dentro è cambiato tutto, tutto ha preso vita. Credo che ogni giovane dovrebbe avere la possibilità di vivere il corso vocazionale, ogni giovane dovrebbe darsi questa opportunità; spero di essere sempre più strumento e tramite perché tutti possano abbracciare questo Amore sconfinato.

Tobia