Qualcosa di più grande

Corso zero: “per ricominciare un cammino cristiano”, dicono. Ricominciare

Si, effettivamente ho bisogno di ripartire da zero con Dio, mi sono resa conto di non averci mai capito più di tanto. Fino a poco tempo fa il mio andare a messa era “perché lo dice mamma”, o per incontrare i miei amici, o perché in qualche modo mi sentivo in colpa a non andarci.

Sentivo, però, di avere un vuoto immenso. Non riuscivo più a stare così e volevo, anzi, dovevo fare qualcosa! Perché non provare con questi frati, allora? Buttiamoci… in questo mondo di pazzi, ma pazzi di Dio!

Avendo fatto, poco tempo prima, un altro corso sapevo (o almeno così pensavo) a cosa andassi incontro, ma non potevo mai immaginare una cosa del genere. Momenti di gioia, tristezza, imbarazzo, serenità, ansia, paura, rabbia e felicità. Prima di partire pensavo: è impossibile ricominciare un vero rapporto con Dio in soli quattro giorni, e poi ti pare che possa succedere proprio a me? Così mi sono presentata al corso pessimista, incredula e dubbiosa, ma affamata di qualcosa di più grande e (più o meno) fiduciosa di poterlo trovare lì, nell’amore di Dio.

Io voglio essere felice!

“Solo chi si sente amato è felice e la felicità la trova solo chi ci crede veramente“.

La prima catechesi inizia così. Fantastico! Iniziamo benissimo!

Ho i genitori, i parenti e tanti amici, eppure avevo un vuoto d’amore. Come faccio ad incontrare questo Dio allora? “Questo Dio che ama di un’amore immenso, incondizionato e gratuito”. Io devo trovarlo, devo farmi trovare, crederci veramente e lasciarmi incontrare.

Dicono che ascoltare la sua Parola sia la chiave, l’inizio di un cammino verso e con il Signore. Ogni mattina si inizia la giornata con la messa. “Scherziamo?!”, mi dico il primo giorno al suono della sveglia. Eppure alla fine della messa c’è qualcosa di stranamente bello. Nonostante abbia gli occhi mezzi chiusi e non abbia ancora preso il mio primo caffè mi sento bene, serena. Che succede allora?  Che mi stanno combinando ‘sti frati? Continuo a non capire nulla di tutto questo ma voglio smettere di sopravvivere alla vita e iniziare ad essere “pellegrino”, imparando a pregare gridando e non urlando, cercando una strada per uscire dalla mia Babele e non una scusa per rimanere nella morte. Voglio dar fiducia (quella vera questa volta) alla promessa di Dio: Tu sei fatto per la pienezza. Ho capito che è Lui l’unico che può riempire il mio vuoto, l’unico che può perdonarmi tutto e amarmi sempre e lo fa partendo proprio dal mio peccato e dal mio marcio, dalla cosa che più odio di me stessa, guarendomi senza giudizio e portandomi così alla vita vera e bella.

Il mio pellegrinaggio è appena iniziato, è ancora lungo e sicuramente capiterà che sbaglierò strada ma in questi “soli” quattro giorni, anche dopo aver fatto forse la mia prima vera confessione, in cui ho dato un nome ai miei peccati e alle mie ferite, ho iniziato a credere seriamente che le mie tenebre possono essere illuminate da questo Dio. Ho iniziato a fidarmi di questo mio padre!

Ho ancora mille domande e nessuna risposta ma ho visto che è possibile per chiunque ci creda veramente. A “piccoli passi” anche io, allora, posso arrivare alla felicità.

Questi frati mi hanno imbottito la testa di mille pensieri ma mi hanno anche dato la spinta di cui avevo bisogno per iniziare il mio “qualcosa di più grande“. Quindi zaino in spalla, scarpe comode, tanta pazienza e fiducia a palate, e si cammina con il Signore verso la felicità.

Benedetta