Con i piedi per terra e lo sguardo al cielo!

“Ma dove sei stata?” “Cos’è la marcia?” “Come stai ora?” “E’ stato difficile? …E Dio?”

Quante domande nei cuori di chi ci conosce e, forse, ci ha solo visti in foto o nei cuori di chi ci ha visti passare tra le vie del proprio paese…

Sono sicura però che le domande ci sono anche nel nostro cuore e proprio questo nostro interrogarci ci rende vicini. Dunque, sì, le domande ci sono e sono in abbondanza, ed io da sola, se vi dicessi solo quello che sentivo o provavo non sarei veritiera perché, come ogni cosa, assume significato solo se la si guarda dall’alto, con uno sguardo di comunione…

Infatti, la marcia siamo NOI, trecento giovani, da tutta Italia, e non solo, arrivati senza sapere cosa ci aspettasse davvero, dove avremo dormito, cosa avremo mangiato o quanti chilometri avremo marciato; sapevamo solamente che eravamo lì per Dio, chi perché lo aveva già incontrato, o così credeva, chi perché lo voleva incontrare, chi perché ne voleva riscoprire il volto e chi per dirgli quello che non aveva mai avuto il coraggio di confessargli. Poi, sapete, oltre a noi e alle nostre volontà, c’era, e c’è, un AMORE grande, che ci sceglie prima che noi ce ne possiamo render conto.

L’Amore ci ha uniti un poco alla volta nei piccoli gesti, nel presentarsi, nelle file, nel non arrabbiarsi, nelle risate e nei silenzi… E non ci ha mai lasciati soli… Sempre una mano, un volto, un sorriso o un abbraccio ci ricordava la nostra natura: il nostro essere AMATI, non giusti o sbagliati ma semplicemente amati.

Anche mentre camminavamo l’Amore c’era, anche se non ce ne accorgevamo perché soffocati tra i nostri pensieri nel silenzio o mentre inciampavamo nelle solite nostre ferite; bastava alzare lo sguardo: Lei, Maria, era lì che ci apriva il cammino, alle nostre spalle sempre qualcuno era pronto a sorreggerci, e tutto intorno a noi il creato che, coi suoi doni, non aspettava altro che noi ne gioissimo. Quando le salite si sono fatte più dure l’Amore ha cambiato sapore, si è fatto sudore, dolore, si è fatto bisognoso e ci ha resi tali, si è fatto mano che ti stringe, abbraccio che ti rialza, lacrima di chi non si vuole arrendere e zaino da condividere perché troppo pesante.

Questi giorni insieme sono stati una rivoluzione silenziosa dentro di me e mi scuso con tutti e con Dio se le mie parole non ne rendono la magnificenza. Io dalla vita ho sempre chiesto emozioni forti, esperienze inequivocabili e invece in marcia ho assaporato una straordinaria ordinarietà che mi ha tolto le parole e mi ha lasciata col cuore pieno di gioia e speranza…

Perché amici cari, a Gesù Cristo, a colui che ho chiamato fin ora “Amore”, non interessano tutte le cose che facciamo per farci belli agli occhi della gente, non interessano i nostri sbagli, i nostri errori o le cose che vorremo nascondere anche a noi stessi; a Lui interessa quanto amiamo! 

Dopo questa marcia ho compreso che sono umana, che posso sbagliare e cadere perché sono fatta di carne, di paure e di insicurezze… Ma nonostante tutto, al di sopra di tutti i miei pensieri c’è chi E’ PIU’ FEDELE di me, di te e di tutto il mondo che ci ha sempre ferito.

Lui lo sa che non sono perfetta ma non si sofferma sul mio limite, anzi proprio sul mio essere creatura fonda il suo Amore e mi promette la Felicità, quella che non finisce e non mi lascia insoddisfatta alla fine…

Mi guardo intorno… tutto ciò che ho mi è stato donato gratuitamente, VIVO E SONO AMATA anche quando non me lo merito o non me ne rendo conto.

Ora, dopo tutto ciò, so che Lui mi ha liberata dalle mie paure, dalle mie insicurezze e mi è vicino. Proprio quando io sono debole, quando temo di non sentirlo al mio fianco, lì Lui mi dimostra la sua fedeltà. So che non mi deluderà perché mi conosce e Lui non si dimentica di chi ha scelto.

Dunque sì, voglio ricominciare da zero, ogni giorno, con Lui e coi miei fratelli… Sempre in cammino con i piedi sulla terra e con gli occhi al cielo! 

Francesca