L’Essenziale

La Terra Santa è un luogo molto frenetico, dove le preghiere di tanti uomini, anche di diverse culture, si intrecciano.

Camminando per le piccole vie di Gerusalemme, nel quartiere arabo si vedono dei tessuti con dei colori accesissimi che ti catturano gli occhi. Per le strade profumi di tutti i generi ti avvolgono, ogni luogo ha il suo profumo che ti riempe le narici e ti rimane inciso nei ricordi. A Gerusalemme si vive molto molto velocemente. Ci sono persone che corrono da tutte le parti. Qui ebrei, arabi e cristiani convivono con molte difficoltà.

A Nazareth, invece, è tutto diverso, tutto molto più tranquillo. Sembra proprio di entrare in quella che poteva essere la quotidianità di Gesù per i primi 30 anni della sua vita.

E’ un luogo molto semplice, ma allo stesso tempo carico di vita. Un po’ quello che Gesù ci chiama a vivere, non una vita semplicemente banale, ma vissuta nella semplicità.

Essendo Nazareth la città natale di Maria, incrociando le donne del posto guardavo i loro lineamenti, immaginando quale sarebbe potuto essere il suo volto.

Per me l’ esperienza in Terra Santa è stata molto secca, ma non un secco arido dove non nasce vita. Una secchezza che ti lascia l’essenziale, quello che basta. Sono un ragazzo molto pratico, mi piace agire piuttosto che spendere tante parole senza poi concludere nulla.

Poter stare nei luoghi di cui tanto ho letto nei Vangeli dà un sapore tutto nuovo a tante cose.

Tornare a casa dopo un’esperienza così viva non è semplice perché i problemi non svaniscono. La routine è sempre la stessa, gli amici sempre quelli. Però una cosa è cambiata: la mia consapevolezza di essere figlio amato. E questo mi pone davanti ai problemi come un uomo nuovo, con la certezza di non essere solo a combattere ogni giorno per rinnovare il mio si!

Matteo