La testimonianza di Michela: scoprirsi amati

Non c’è gioia più grande che essere perdonati

30 anni fa dava ancora scandalo avere i genitori separati e da quando avevo 8 anni nulla è stato semplice. Da figlia unica mi sentivo veramente sola, trasferita in diverse città non trovavo una mia stabilità ed i miei, l’uno da una parte, l’uno dall’altra: non trovavano pace. Della Cresima ricordo il disagio dei parenti e dei Natali ricordo il disagio di dover scegliere se stare con mamma o con papà. Crescendo cresceva anche in me la voglia di avere una famiglia tutta mia, immaginando quel ragazzo che mi avrebbe salvata da tante sofferenze dandomi la famiglia che non avevo mai avuto.

Di ragazzi ne ho conosciuti diversi ma ognuno ha aggiunto ferite su ferite da farmi venire una rabbia tale da arrivare ad inventarmi il meccanismo perfetto per non innamorarsi più. Giravo per le discoteche senza fermarmi mai, trascinando con me altre ragazze che, come me, apparentemente si divertivano. Avevamo invece solo smesso di sperare di essere amate.

Nei momenti di solitudine il mio cuore urlava al cielo ed in pianti disperati mi rivolgevo a quel Dio che sentivo così lontano. Ma un giorno a 36 anni potei dire come il salmista: ho sperato, ho sperato nel Signore, su di me si è chinato, ha dato ascolto al mio grido…

Era il giorno dell’ ascensione (5 giugno 2010) e il Vangelo diceva: andate e siate discepoli di quello che vi ho insegnato. Non ricordo neanche per quale strano motivo ero a messa quella mattina ma dopo la benedizione sono svenuta a terra, ero davanti alla Porziuncola di Santa Maria degli Angeli. Ebbi un risveglio “celestiale” e nulla è stato più come prima. Iniziai ad essere attirata dalla lettura del Vangelo, io che non sapevo neanche cosa fosse l’Annunciazione. Non uscivo più, mi ritiravo in posti di pace a leggere di Gesù e conoscendo sempre di più la sua vita, imparavo a conoscere me. Il ragazzo perfetto era arrivato ed io come tutti gli innamorati non parlavo di altro. Non ero più quella di prima e nel timore di non essere capita avevo abbandonato tutte quelle amiche che Dio mi aveva donato come salvezza della mia solitudine

Ne soffrivano, si chiedevano se mi avessero offesa in qualche modo. Quando anche io riuscii a capire cosa mi era successo, provai a spiegare loro l’Amore di Dio, ormai avevo capito che se volevo loro veramente bene dovevo in qualche modo portarle a Gesù e se amavo Gesù dovevo evangelizzare. Con tutti gli errori che ho commesso nella vita non mi resta difficile capire gli errori degli altri, ma non c’è gioia più grande che essere perdonati e il mio cuore spera sempre che il perdono che io ho ricevuto lo ricevano anche gli altri perché da quell’abbraccio con Dio c’è la pace vera. Frequentando il gruppo del Rinnovamento ho camminato nella fede e tanti si sono resi conto della mia serenità nell’affrontare i problemi così da cambiare molte delle loro opinioni.

Un giorno una di queste amiche, che non fa nessun cammino di fede, mi chiede di dedicarci il lunedì per stare insieme tra noi, ovviamente sapeva che l’avrei fatta pregare, invitavamo anche altre amiche ma all’inizio non accettavano l’invito. Noi continuammo comunque a farci quella cenetta tranquilla e dire il Rosario ogni lunedì.

Piano piano si aggiunsero le altre. Sono passati pochi mesi e quelle che prima criticavano ora sono frequentatrici assidue. Siamo arrivate ad essere una ventina di ragazze alla volta e quando escono si propongono di portare altre amiche ed io sposto sempre più mobili per fare più spazio in sala. Per me sono delle Principesse invitate dalla Regina del Rosario. Maria mi ha concesso di saperle amare come sono, anche se ancora lontane dalla Chiesa ma pregano e prima non lo facevano, sperano e prima non speravano, si sentono amate e la loro vita sta cambiando.

E prima o poi arriverà anche l’uomo giusto perché Dio non fa mai le cose a metà ed io che non conoscevo cosa fosse l’Annunciazione mi ritrovo ogni Lunedì a leggere il mistero del Rosario che ricorda che: NULLA E’ IMPOSSIBILE A DIO!