Il racconto delle tappe verso la Porziuncola

Da sempre sei amato, “sognato” da Dio
Un Canto nella Notte, 2015

È il solstizio di estate a fare da scenario a “Un Canto nella Notte”, un’esperienza di cammino e di pellegrinaggio alla luce della luna, speriamo non disturbato da troppe nuvole, organizzata dai frati della Porziuncola del SOG. Un’iniziativa che da circa 25 anni i Frati Minori dell’Umbria organizzano per i giovani tra i 18 e i 33 anni: un Canto nella Notte, appunto, un percorso sulle orme di San Francesco di Assisi per ricercare il vero bene e per fare della propria vita un dono.

Lo slogan scelto per questo anno è stato “Francesco… Il sogno di Dio”: per rievocare le tappe fondamentali della vita del Santo che da sempre è un uomo pensato, amato, sognato da Dio. Un uomo che cerca di rispondere con il suo sì, con la sua adesione alla volontà di Dio, al progetto di amore che Lui ha per la sua vita.

La sottolineatura delle catechesi di questo pellegrinaggio è di carattere vocazionale: nel ripercorrere l’esperienza stupenda di amore tra Dio e Francesco di Assisi ci ri-collochiamo nella giusta posizione e ascoltiamo la vera voce di Dio che invita a metterci in cammino e a seguirlo.

1° TAPPA
Su chi e su cosa hai fondato la tua vita?
Ritrovo e partenza dalla Rocca Maggiore di Assisi

(Mt 6,19-24) La prima catechesi ha mostrato come Gesù sia molto diretto nel parlare. Su cosa hai fondato la tua vita? Dove è il tuo tesoro e dove si trova attualmente il tuo cuore?

Ricordando l’inizio della vita di Francesco, il suo desiderio di diventare cavaliere e di realizzarsi nella pienezza e nella verità, anche tu sei di fronte alla scelta che dovette fare Francesco: seguire il servo o il padrone?

Anche tu sei chiamato a deciderti, a deciderti per il meglio e per la vita abbondante.

Una pioggerellina durata non più di dieci minuti non ha scoraggiato affatto i ragazzi che, anzi, hanno potuto godere di quella magnifica testimonianza di pace tra Dio e l’uomo, un bell’arcobaleno che sembrava nascere dalla Basilica di Santa Chiara per attraversare tutto il cielo sopra la Rocca Maggiore.

2° TAPPA
Tu sei figlio di Dio
A San Rufino presso il fonte battesimale di Francesco e Chiara

La seconda tappa è la Cattedrale di San Rufino in Assisi, che conserva il fonte battesimale al quale è stato battezzato San Francesco, nonché Santa Chiara e San Gabriele dell’Addolorata.

Il brano del battesimo di Gesù, secondo la lettura dell’evangelista Luca (Lc 3,15-21), e il racconto dell’incontro tra Francesco e il Vescovo di Assisi, sono stati scelti per recuperare la nostra identità di figli di Dio amati, scelti e santificati nello Spirito Santo.

Questa rilettura del rito del battesimo ha evidenziato tre aspetti importanti della vita cristiana e del cammino personale di ciascuno: il combattimento con il male; il dono dello Spirito Santo che libera dal male, che guarisce, che redime; il dono di essere testimoni per poter ascoltare la Parola da annunciare ai fratelli con le parole e con le opere.

Insieme alle luci del giorno, intanto, anche la pioggia che per poco ci ha fatto compagnia, si allontanava sempre più.

3° TAPPA
Amare e benedire la propria storia
A Chiesa Nuova, santuario della famiglia

Di nuovo in cammino, ci siamo diretti verso la terza tappa del pellegrinaggio: il santuario della Chiesa Nuova, la casa natale di San Francesco, santuario della famiglia.

Nella bella piazzetta davanti alla Chiesa i giovani hanno ascoltato una breve catechesi a partire dalla parola di Lc 2,41-54: il racconto dello smarrimento di Gesù nel tempio e il racconto delle fonti francescane.

Ricordare la relazione di Francesco con la sua famiglia ha voluto evidenziare l’importanza della relazione con le origini e con le radici. Ognuno di noi è chiamato ad amare e benedire la propria storia, a riconoscere il bene ricevuto e donato verso ogni genitore.

A testimonianza di ciò, una famiglia ha raccontato la sua bellissima esperienza: l’essere padre e madre, la difficoltà ma allo stesso tempo la gioia grande e la grazia che il sacramento del matrimonio concede a tutti e che mette nella condizione di amarsi e onorarsi per tutti i giorni della vita.

4° TAPPA
Decidi: nessun altro può farlo per te
Davanti al Crocifisso che parlò a Francesco

Al termine della testimonianza, tutti verso la quarta tappa: la basilica di Santa Chiara, che custodisce il Crocifisso di San Damiano che parlò a Francesco nel 1205 e il corpo di Santa Chiara.

In questo luogo, dopo aver ascoltato una parola molto chiara e diretta (Rm 14,7-9) che invita ciascuno di noi a scegliere se vogliamo vivere per Cristo o per noi stessi, ci siamo messi in ascolto della testimonianza vocazionale di un frate francescano.

Ha raccontato della sua ricerca della volontà di Dio, del progetto di amore di Dio per la sua vita e della bellezza del cammino di consacrazione e di totale adesione a Gesù Cristo povero e crocifisso nella forma di vita di San Francesco.

Alla fine dell’ascolto, davanti all’effigie del Crocifisso di San Damiano, sono state scritte delle preghiere, di abbandono nelle mani di Dio e nella sua volontà, che è sempre una volontà di bene e di amore pieno e appassionato. Le preghiere sono state deposte ai piedi della Croce, affidandole anche all’intercessione delle Sorelle Clarisse del Protomonastero di Santa Chiara, che custodiscono questo luogo santo.

5° TAPPA
Una vita bella è donata
A San Damiano, in adorazione di Colui che si dona

Quinta tappa: il santuario di San Damiano, luogo molto caro alla vita e all’esperienza di Francesco di Assisi, sia all’inizio della sua nuova vita, sia negli ultimi anni prima del transito verso l’Eterno Padre.

Dopo un breve ristoro e una breve pausa, nel suggestivo scenario della piazzetta davanti alla chiesa di San Damiano, guidati dall’équipe liturgica, abbiamo vissuto un bellissimo momento di preghiera.

6° TAPPA
In ascolto orante e vero della Parola di Dio
Alla Porziuncola, luogo della Misericordia

Al termine di questo momento di lode, di adorazione e di rendimento di grazie è stato consegnato un rosario e una candela per vivere l’ultimo tratto di strada verso la Porziuncola in silenzio e in preghiera.

Accompagnati dalla presenza bella e materna della Vergine Maria e pregando i misteri del Rosario i 350 giovani sono arrivati alla Porziuncola intorno alle 3.10. Entrati in basilica, sono stati accolti dal Custode della Basilica e del Convento della Porziuncola, padre Rosario Gugliotta, che ha rivolto loro un saluto e una parola di benvenuto riprendendo il Vangelo di Mt 10,7-10.

Raccontando dell’invio dei discepoli in missione e l’episodio delle fonti su Francesco alla Porziuncola ha invitato i giovani a mettersi in un ascolto orante e vero della Parola di Dio, a lasciarsi raggiungere dalla Grazia del Perdono e della Misericordia di Dio e ad accogliere la morte cantando, come fece Francesco in questo luogo nell’ottobre del 1226.

Dopo aver recitato le preghiere dell’Indulgenza ed essere passati brevemente in Porziuncola, tutti i partecipanti si sono recati a riposare nei vari luoghi di accoglienza.

Tornare a casa sulle orme del Figlio di Dio
Celebrazione eucaristica conclusiva del Canto nella Notte

Domenica mattina, giorno del Signore, dopo la colazione, e ricchi della Parola seminata durante tutta la notte, tutti insieme abbiamo celebrato l’Eucaristia alla Domus Pacis.

Con una parola bella sulla fede e una breve catechesi di padre Giovanni Marini ci siamo sentiti rimandati nella nostra Galilea, nella nostra quotidianità.

Ci torniamo non proprio come siamo arrivati ieri ad Assisi, ma con un equipaggiamento in più e con un’esperienza bella e preziosa della fede, anche grazie alla storia di Francesco di Assisi.

Camminare davvero vuol dire lasciarsi costantemente mettere in gioco e seguire le orme del Figlio di Dio, Gesù. Portare con sé nello zaino una domanda da fare a Dio (perché Lui ascolta) e un’offerta da lasciare a Lui in Porziuncola, nel luogo santo nel quale ciascuno di noi può sentirsi a casa e ri-ascoltare nuovamente la voce del Padre che dice: “Tu sei il mio figlio, l’amato!”.