Ti si chiamerà con un nome nuovo…

Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra sarà più detta Devastata, ma tu sarai chiamata Mio compiacimento e la tua terra, Sposata, perché il Signore si compiacerà di te e la tua terra avrà uno sposo (Is 62, 4).

Questa è la Parola con la quale il Signore si è manifestato una volta per tutte nella mia vita, stringendomi in un abbraccio che mi ha prima accolto, stritolato e poi aggiustato, un abbraccio nel quale si sta così bene che è impossibile lasciare.

Qualche mese prima di arrivare in mezzo a questi frati e queste suore di cui non conoscevo l’esistenza, un paio di amiche ad un matrimonio mi avevano raccontato la storia di Chiara Corbella e io da quel giorno, arrabbiata, incredula e stupita davanti a tanto amore sono entrata in crisi. Profonda crisi. Santa crisi… ora posso decisamente definirla così.

Era già da un annetto che io vivevo inquieta, mi facevo domande sull’esistenza di Dio, non che fossi atea completamente, sono addirittura cresciuta in Azione Cattolica, ma poi ho vissuto un forte e lungo allontanamento che si è tramutato in perfetta disillusione e menefreghismo. Ero molto arrabbiata con Dio, perché non credevo esistesse e perché io ero talmente depressa e infelice che non sentivo l’amore delle persone che avevo accanto né, tanto meno, il suo.

Ma quella notte del 2013  mi sono letteralmente arresa al suo amore, alla sua esistenza e al fatto che la mia vita fosse completamente sua e che potesse fare di me ciò che meglio credeva.

Pian piano ho fatto tutti i corsi possibili e immaginabili che potessi fare li ad Assisi, timbravo tutti i cartellini, come amorevolmente mi prendevano in giro le suore, ma io sentivo di dover prendermi tutto quello al quale, in una vita intera, avevo rinunciato. Ero assetata di quell’Amore così grande che mi aveva risollevato dalla fogna in cui vivevo e volevo camminare verso di Lui.

Ma ero ancora inquieta e infelice, perché ricevevo parole, testimonianze, ma erano sempre per gli altri, mai per me.. avevo 31 anni ed ero già arrivata a pesare 137 kg… vivevo in un sarcofago, in un corpo e in una vita che non erano i miei. Non facevo altro che sentire che Dio mi aveva creata perché mi amava, perché per me aveva un progetto e una promessa d’amore, ma io ero come una che vive una disabilità, stavo su una carrozzina ma a me le gambe funzionavano e questo era quello che più mi faceva arrabbiare, il non riuscire ad avere la forza di amarmi, di alzarmi da quella carrozzina e spiccare il volo

Dopo un anno intenso passato tra Sassari e Assisi, durante l’ultimo corso, feci l’ennesimo colloquio con la mia guida spirituale, che mi ascoltava ogni volta che finiva un corso, e probabilmente ascoltava da un anno sempre le stesse lamentele, le stesse frustrazioni… ma quella volta ci fu un fuori schema incredibile, perché quale strumento di Dio per me, tanto duro e diretto quanto prezioso, mi disse: “basta Anna!! sei qui da un anno, sei arrivata in un modo e ora sei una persona diversa, hai ascoltato tanto e hai capito perché sei infelice, perché non vivi bene la tua obesità, chiuditi in una clinica e dimagrisci”

Inutile dirvi come ho fatto quel viaggio di ritorno, tra lacrime e hostess che mi passavano i fazzolettini…

Era febbraio e per un bel po’ di tempo non tornai più ad Assisi, forse ero arrabbiata, forse ero triste, delusa. Mi affidai ad un frate della mia città e provammo insieme a sviscerare quello che mi avevano suggerito. Ma siccome io sostanzialmente ero una fifona e non sapevo rischiare nella vita, allontanai per un po’ l’argomento dal mio cuore e dalla mia mente.

Gli attacchi d’ansia si inasprirono e ormai alle strette provai a fare memoria di tutto l’amore vissuto nell’ultimo anno, di tutte le Parole di Dio che avevo assorbito come una spugna e mi sono detta “ma che cavolo, io non la voglio più una vita mediocre, io sono davvero preziosa, Dio mi ha amata così tanto da mettermi al mondo, da custodirmi tutti questi anni nonostante io lo ignorassi, da farmi promesse eterne, ma soprattutto ha fatto si che io potessi rialzarmi dal buio, mi ha mostrato la Luce, mi ha detto continuamente che esiste una gioia piena ed è anche per me, io voglio quella Promessa d’Amore, io voglio fare centro nella vita..e voglio farlo con Lui”.

Quella è stata la vera svolta della mia vita, a differenza delle altre non avevo più paura, perché sapevo che stavo andando nella direzione giusta, e così a maggio del 2015, quando pesavo 116 kg, mi sono sottoposta ad un intervento di by pass gastrico. Tra mille paure umane certo, ma con una fiducia e un affidamento che mai avevo provato nella mia vita. Sentivo Dio così vicino, lo sentivo negli amici che mi aveva messo accanto e che mi hanno sostenuto e aiutato in questa scelta, lo vedevo negli occhi dei miei genitori che avevano paura ma che vedendo la mia fermezza comunque mi sostenevano.

Lo ripeterò fino alla nausea e so che molti attorno a me ancora non lo capiscono, ma io non avrei mai preso una decisione così grande senza Dio al mio fianco, senza aver avuto la consapevolezza del suo Amore immenso, illimitato e a volte anche esagerato. Ad Assisi per la prima volta ho ricevuto abbracci talmente potenti che ti aggiustano, ho sentito pronunciare il mio nome con amore e dolcezza, ho ricevuto fratelli in abbondanza…

Dio mi ha permesso di nascere 3 volte: alla vita, quando mi ha ricondotto fra le sue braccia e quando ha fatto si che mi operassi. Ma chi può ricevere così tanta grazia? Beh, tutti direi..tutti siamo chiamati a questa gioia piena. Ora ad un anno e mezzo dal by pass, dopo aver perso 54 kg, una persona praticamente, non posso che ringraziare ogni giorno il Signore per aver operato questo miracolo nella mia vita. Sono ancora in cammino chiaramente, e ora le dinamiche da affrontare con il mio nuovo corpo sono tante, nulla è semplice, sto provando ad amarmi così come sono, ed è la parte più complicata, ma lo sto facendo con accanto Dio che quotidianamente mi ricorda quanto sono bella, e preziosa..

“ti si chiamerà con un nome nuovo che la bocca del Signore indicherà” (Is 62,2b).

E’ proprio vero che il Signore fa nuove tutte le cose, ti raccoglie, ti abbraccia, ti ama e quando serve ti ricostruisce, dobbiamo solo affidarci, crederci, amarLo e seguirLo

Sono appena ritornata da Assisi, ho fatto servizio al vocazionale e al capodanno, perché dovevo in qualche modo restituire tutto quello che avevo ricevuto, ma come sempre ho ricevuto tanto di più io ancora una volta e mi sono resa conto che Dio è veramente illimitato, quando pensi che ti abbia già donato tutto, ecco lo stupore di cose nuove che sanno di buono…

Adesso finalmente “Cammino, corro… Volo!

Anna Rita

Cammina, Corri… VOLA! – VIDEO & FOTO!!!

Carissimi,

Ecco i video ed una carrellata di foto del Capodanno 2017 appena trascorso insieme!

Foto che comprendono la catechesi introduttiva di p. Francesco Piloni, la festa insieme al palazzetto d’Assisi, la celebrazione eucaristica della mezzanotte e la catechesi conclusiva del 1 gennaio tenuta da p. Gianluca Iacomino…

Una serie di momenti diversi che ci hanno permesso, nello stesso tempo, di vivere la serietà e la gioia di un anno per cui ringraziare ed un anno in cui sperare!

Auguriamo a tutti voi una vita ricca di STUPORE e MERAVIGLIA!

Il Signore vi dia pace!

…E il meglio deve ancora venire!

 

Clicca sui seguenti link per vedere i VIDEO:

Catechesi iniziale di p. Francesco Piloni

Omelia di S.E. Mons. Gualtiero Sigismondi, vescovo di Foligno

Testimonianza di fra Khukaz, OFM Custodia di Terra Santa

 

Ed ecco le FOTO dei vari momenti:

Tutti in Paradiso!!!

Carissimi, dal 16 al 18 giugno si terrà il GIUBILEO DEI GIOVANI!

per far memoria, in questo ottavo centenario, del dono del Perdono di Assisi che Francesco chiese per la piccola chiesetta della Porziuncola e che ancora oggi è fonte di appartenenza, gioia e felicità per tantissime persone che giungono qui ad Assisi sulle orme del Poverello.

L’evento durerà tre giorni e sarà dedicato ai giovani tra i 16 e i 33 anni con momenti di catechesi, testimonianza e preghiera.

Il titolo dell’evento, Tutti in Paradiso, suggerisce il tema del nostro Giubileo, che è quello della santità. Una santità possibile per tutti che cercheremo di riscoprire attraverso la bellezza della nostra vita, partendo dal nostro battesimo e soffermandoci su alcune figure di testimoni santi che hanno fatto centro nella loro. Una santità non estranea alla vita ma vera meta, ricerca che porta in sé la felicità e la gioia piena che solo una relazione intima d’amore con Dio può donare.

Cosa vi offriamo:

  • Accoglienza francescana: significa semplice. Dormirete in locali caldi, ma a terra, quindi bisogna portare materassino e sacco a pelo.
  • Non c’è una quota di partecipazione, ma chi vuole potrà contribuire con un’offerta libera.
  • L’accoglienza, venerdì 16 giugno sarà dalle 15.00 alle 17.00 presso la Domus Pacis.
  • La partenza, domenica 18 giugno, è prevista dopo pranzo.
  • L’evento è aperto ai giovani dai 16 ai 33 anni
  • E’ possibile iscrivere gruppi. Colui che effettua l’iscrizione telefonica ne è il responsabile 🙂
  • LE ISCRIZIONI SI EFFETTUANO SOLO TELEFONICAMENTE ALLO 0758051528

Se vuoi unirti a noi ecco come fare:

Venerdì 16 giugno 2017
15.00-17.30 Arrivi e sistemazione nei vari alloggi
18.00 Accoglienza e liturgia di apertura
20.00 Cena
21.15 Momento di catechesi introduttiva
Sabato 17 giugno 2017
7.30 Celebrazione eucaristica
9.30/45 Presentazione di alcune figure di santità con testimonianze dirette su alcune figure significative:beato Pino Puglisi, Venerabile Vittorio Trancanelli, beati martiri del Perù fra Michael Tomaszek e fra Zbigniew Strzalkowski   ofm. Conv.
13.00 Pranzo
15.30 Catechesi sulla bellezzaRitrovo alla Basilica di S. Chiara
a seguire Passaggio per il Crocifisso di S. Damiano
Pellegrinaggiodalla Basilica di Santa Chiara alla Basilica della Porziuncola
19.30-21.00 Adorazione eucaristica guidata
a seguire Cena
Domenica 18 giugno 2017
7.30 Preghiera del mattino
9.30 Catechesi conclusiva
11.30 Celebrazione eucaristica conclusiva
13.00 Pranzo e saluti

Se vuoi saperne di più vai alla pagina dell’evento: Giubileo dei giovani alla Porziuncola

Invitiamo tutti a partecipare numerosi! Non perdiamoci l’occasione di vivere questo tempo di scoperta e di festa insieme!

Il Signore vi dia pace!

I frati del SOG

…Ognuno di noi è il sogno di Dio!

Carissimi,

pubblichiamo di seguito due perle, due testimonianze donateci da chi ha partecipato al Tu sei il sogno di Dio 2016.

 

Diamo la parola a Chiara

Tutto è iniziato un mese fa quando Francesca, la nostra animatrice, venne da me e mi propose un corso dal nome: “Tu sei il sogno di Dio”. Io le chiesi qualche informazioni in più per capire di cosa si trattasse, ma l’unica risposta fu l’ora di partenza e le date dei giorni che avremmo trascorso ad Assisi.

Lì per lì, con così poche informazioni, non ero molto convinta, poi però è scattato qualcosa dentro di me, ho iniziato a vedere quest’esperienza come una possibile via di svolta. Volevo allontanarmi da tutto quello che mi stava divorando dentro, da quella voragine a cui non sapevo dare una spiegazione…

Forse la parola giusta e che volevo allontanarmi da questa vita frenetica che non mi permetteva di respirare.

…E mi sono ritrovata ad Assisi, svestita dalle mie maschere, ad ascoltare parole che mi aprivano sempre di più gli occhi. Più proseguivamo con l’ascolto, più il mio modo di pensare cambiava fino ad arrivare a scoprire le verità e i principi su cui si basa la vita, entrando in contatto sempre più intimo con Dio.

E’ stato un trovare sempre più il vero senso della fede che da tempo ricercavo, che, ad essere sincera, nell’ultimo periodo avevo perso.

Man mano sentivo colmarsi quel vuoto interiore che mi portavo dentro da molto tempo; lo sentivo colmarsi dell’urgenza di amare: prima di amare gli altri bisogna imparare ad amare noi stessi.

E’ veramente difficile cambiare le mie idee, questo modo di stare al mondo, la abitudini con cui sono cresciuta…  ma un gradino alla volta ce la farò! Non posso fare più finta che non ci sia niente lassù! Ora Lo trovo oltre ogni banalità, oltre ogni cosa comune.

C’è ancora un ultimo pensiero che è davvero importante per me esprimere: GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE.

Un abbraccio.

Chiara

 

…ed ora ascoltiamo Benedetta

Prima di arrivare ad Assisi, i nostri educatori ci hanno detto di svuotare la testa da tutti i pensieri e i problemi che ci affliggevano… facile a parole.

Personalmente non ho seguito questo consiglio, perché stavo e sto vivendo un periodo non facile. Giunta ad Assisi, però, ho capito subito che l’atmosfera lì era diversa, che si respirava aria “più buona”, aria migliore di quella caotica e nervosa di Roma. Mi sono resa conto che i frati e le suore ci avevano accolto perché volevano dirci qualcosa di davvero importante, che ognuno di noi è il SOGNO DI DIO!

Dio ci ama così come siamo perché siamo i suoi doni più grandi. Avevamo bisogno di sapere altro? Spesso l’uomo non si accontenta, ma in questo caso la sensazione di pienezza era al di sopra delle aspettative. “Benedetta, tu sei il sogno di Dio”… L’emozione che ho provato è stata enorme, perché pensare così in grande non è semplice. Conosciamo i nostri limiti e arrivare a credere di essere ciò che Dio desidera sembra spropositato. Ma è questa la bellezza di Dio, ci ama così tanto da perdonare ogni nostro errore quando noi stessi non riusciamo a perdonarci; da sperare in noi anche quando noi stessi non abbiamo fiducia; ci ama in quanto figli anche se noi spesso ce lo dimentichiamo. Dio no, non si scorda di noi.

Questo è stato il messaggio che mi è rimasto impresso e che maggiormente mi ha colpito tra i tanti che ci hanno trasmesso in quei pochi giorni. Ricordo con piacere l’ultimo pomeriggio passato al parco vicino alla struttura… Le nostre parole volavano leggere come le altalene, la spensieratezza e la consapevolezza di poter essere felici avevano preso il sopravvento.

Ma ecco che arriva il giorno dopo… “casa”… mi era mancata tantissimo ed ora mi dovevo svegliare, per mettere in pratica la teoria. D’altronde sono partita con una marcia in più:

IO SONO IL SOGNO DI DIO e questo mi basta.

Benedetta

Riscoprire l’amore di Dio…

8500 passi…con Francesco per me è stata un’esperienza bellissima che mi ha aiutata a riscoprire l’amore di Dio.

Questo non vuol dire che prima non lo consideravo o non l’amavo ma semplicemente era un amore che si era affievolito, sapevo che c’era in qualche angolo del mio cuore ma era come se fosse rinchiuso in un baule in attesa che qualcuno lo liberasse. Questa liberazione è avvenuta grazie a San Francesco che mi ha aiutata a capire che Dio è con me ogni giorno e in ogni istante della mia vita, in ogni gioia e ogni dolore.

Sono davvero contenta oggi di sentirmi così leggera, così desiderosa di donare amore a tutti e far riscoprire che cosa grande è l’amore di Dio per noi. Penso che questa marcia non poteva arrivare in un momento migliore; avevo già partecipato al corso zero circa due mesi fa e dopo pensavo che tutto ciò che avevo ricevuto mi sarebbe bastato almeno per un anno intero, invece non è stato così. Con la travolgente vita che ognuno di noi ha si tende pian piano a mettere Dio in un dimenticatoio. Inoltre pensavo di non aver bisogno di lui, avevo già tutto: una famiglia amorevole, un ragazzo straordinario, amici… ma era una maschera! Iniziavo a sentirmi scomoda, stanca, vuota, non volevo più studiare, pregare, non capivo più cosa stessi facendo, insomma mi sentivo un po’ persa… Purtroppo ci sono dei momenti in cui mi chiedo: ma IO credo? Ho FEDE? E ora penso che possa avere la risposta solo continuando a pregare.

Dopo essere stata coinvolta in questa esperienza con il mio ragazzo e i miei amici mi son detta: perché no? Magari posso capire cosa fare della mia vita! Sapete cosa ho capito? Voglio vivere ogni giorno donando la MISERICORDIA che Dio ha donato a me. Che cosa semplice e meravigliosa! Paradossalmente va in conflitto con quello che pensavo di ricevere da questo corso; in realtà devo riprendere a fare quello che faccio ogni giorno con tanta forza ma tutto filtrato con la lente della Misericordia del Signore.

Sicuramente qualcuno da lassù mi farà capire cosa mi riserva la vita e quale posto devo occupare ma al momento so solo che voglio vivere ogni giorno in amore con tutti per quanto possibile, so che non sarà facile ma vorrei che tutti quanti possano capire che la vita è un continuo cammino con Dio. E se ogni tanto dovessi perdermi so di poter contare sulla misericordia Sua, che mi rimetterà sul binario giusto! Ora inizia la mia marcia nella vita.

Delia

Voglio ricominciare da zero!

La marcia francescana è un’esperienza che va vissuta, non si può raccontare fino in fondo in tutta la sua bellezza ed importanza, perché le parole pongono grossi limiti al terremoto che essa ti scatena nell’anima.

Sono partito senza aspettative…

Il primo giorno di cammino è stato durissimo: salite e discese frequenti sotto il forte caldo estivo mi avevano messo a dura prova e avevano suscitato in me un dubbio persistente e frustrante: “Ce la farò ad arrivare in fondo? O sarò solo di peso agli altri marciatori? Forse non sono abbastanza allenato… è meglio che rinunci, prima che mi accorga di non essere in grado e ne resti deluso?” Ho dovuto combattere con il mio io, con il mio voler capire tutto. Il secondo giorno mi guardo intorno e vedo volti sorridenti e felici… eppure anche loro stanno vivendo le mie stesse difficoltà!!

I miei compagni di marcia mi si avvicinano, ed io parlo con loro… sorrido, racconto, chiedo. So relazionarmi con loro, apro il mio cuore e anche loro iniziano a farlo con me. Ma contemporaneamente a queste relazioni belle che piano piano nascevano e crescevano, persistevano la fatica fisica e i dolori.

Dalla loro combinazione, da sotto la cenere, è cominciata a venire fuori un po’ di grinta… perché non si può mollare in salita! non si può mollare perché ti fanno male le spalle! Non si può mollare e lasciare indietro il compagno che è accanto a te!

Tutto ciò, è diventato la mia quotidianità e senza che me ne accorgessi, lentamente mi ha scongelato il cuore, fino a comprendere quanto io sopravvivessi anziché vivere. Consapevolezza che non mi ha lasciato indebolito, non mi ha fatto sentire vulnerabile, perché gli altri sono in fondo come me, affaticati, sudati, sporchi e con il peso del loro zaino sulle spalle e nel cuore. E’ stato inevitabile! Ci siamo riconosciuti gli uni negli altri e questo è stato risorsa, consolazione, forza, abbraccio, accoglienza, COMUNIONE! diventa lo specchio dell’Amore di Dio, esperienza che si fa attraverso i fratelli che non può essere immaginata né descritta appieno ma che ti dà Vita.

Ad un certo punto del cammino la fatica non è più fisica, ma interiore, e vai avanti perché accanto ai fratelli si può entrare anche nei luoghi più spaventosi e affrontare i tratti di strada più difficili senza timore! e che gioia quando insieme a loro riusciamo a raggiungere l’obiettivo! Si può camminare controvento, si possono portare dei pesi, si può condividere, si possono trovare strade diverse, si può attraversare il buio per vedere di nuovo la luce!

Sono arrivato ALLA PORTA DEL CIELO, con occhi nuovi e non rimpiango quelli vecchi. L’ho attraversata tenendo per mano  quella che è diventata una famiglia con cui camminare, l’ho attraversata sentendomi infinitamente piccolo e bisognoso della Misericordia di Dio, l’ho attraversata con una voglia infinita di gridare: “VOGLIO RICOMINCIARE DA ZERO”, l’ho attraversata con una sete di affidamento, di cura e protezione dalle mani di Colui che tutto può.

La Marcia mi ha condotto in territori che non immaginavo. Mi ha insegnato tantissime cose nuove e me ne ha fatte riscoprire altre che avevo dimenticate. Mi ha aiutato a capire cosa andava conservato e custodito e cosa invece  era necessario  LASCIARE per proseguire il cammino.  la strada è lunga.. ma confido in Colui che FA NUOVE TUTTE LE COSE, perché mi ha regalato occhi nuovi per vedere, un cuore nuovo per sentire.

Vincenzo

8500 passi… L’amore che non muore!

Marcia notturna nel transito di Francesco d’Assisi

1-2 Ottobre 2016

Carissimi,

Anche quest’anno, percorrendo il tragitto compiuto dal corpo di Francesco, vogliamo vivere nei giorni che precedono il transito e la solennità del 4 Ottobre, l’esperienza della bellezza e della pienezza della vittoria dell’Amore sulla morte!

In quest’anno, dove celebriamo gli 800 anni del Perdono della Porziuncola e il Giubileo della Misericordia, l’evento sarà incentrato sull’esperienza che Francesco stesso, ha fatto e ci consegna oggi, del perdono e della misericordia di Dio e verso i fratelli.

Attraverso il santo d’Assisi, la sua gioia e la sua profonda spiritualità vogliamo imparare a metterci di fronte alle nostre morti, croci, limiti e sofferenze con lo stesso amore che Gesù ha mostrato e che i santi hanno fatto loro.

Ci ritroveremo sabato 1 ottobre alle ore 14:30 presso la Domus Pacis; LA CENA è AL SACCO!

Per qualsiasi informazione scrivici all’indirizzo email: corsifratiassisi@gmail.com o contattaci al numero riportato sul sito www.fratisog.it o sul volantino.

NB: Le iscrizioni si effettuano solo telefonicamente A PARTIRE DAL 26 AGOSTO 2016

Il Signore vi dia pace!

SOG_transito_2016

Con i piedi per terra e lo sguardo al cielo!

“Ma dove sei stata?” “Cos’è la marcia?” “Come stai ora?” “E’ stato difficile? …E Dio?”

Quante domande nei cuori di chi ci conosce e, forse, ci ha solo visti in foto o nei cuori di chi ci ha visti passare tra le vie del proprio paese…

Sono sicura però che le domande ci sono anche nel nostro cuore e proprio questo nostro interrogarci ci rende vicini. Dunque, sì, le domande ci sono e sono in abbondanza, ed io da sola, se vi dicessi solo quello che sentivo o provavo non sarei veritiera perché, come ogni cosa, assume significato solo se la si guarda dall’alto, con uno sguardo di comunione…

Infatti, la marcia siamo NOI, trecento giovani, da tutta Italia, e non solo, arrivati senza sapere cosa ci aspettasse davvero, dove avremo dormito, cosa avremo mangiato o quanti chilometri avremo marciato; sapevamo solamente che eravamo lì per Dio, chi perché lo aveva già incontrato, o così credeva, chi perché lo voleva incontrare, chi perché ne voleva riscoprire il volto e chi per dirgli quello che non aveva mai avuto il coraggio di confessargli. Poi, sapete, oltre a noi e alle nostre volontà, c’era, e c’è, un AMORE grande, che ci sceglie prima che noi ce ne possiamo render conto.

L’Amore ci ha uniti un poco alla volta nei piccoli gesti, nel presentarsi, nelle file, nel non arrabbiarsi, nelle risate e nei silenzi… E non ci ha mai lasciati soli… Sempre una mano, un volto, un sorriso o un abbraccio ci ricordava la nostra natura: il nostro essere AMATI, non giusti o sbagliati ma semplicemente amati.

Anche mentre camminavamo l’Amore c’era, anche se non ce ne accorgevamo perché soffocati tra i nostri pensieri nel silenzio o mentre inciampavamo nelle solite nostre ferite; bastava alzare lo sguardo: Lei, Maria, era lì che ci apriva il cammino, alle nostre spalle sempre qualcuno era pronto a sorreggerci, e tutto intorno a noi il creato che, coi suoi doni, non aspettava altro che noi ne gioissimo. Quando le salite si sono fatte più dure l’Amore ha cambiato sapore, si è fatto sudore, dolore, si è fatto bisognoso e ci ha resi tali, si è fatto mano che ti stringe, abbraccio che ti rialza, lacrima di chi non si vuole arrendere e zaino da condividere perché troppo pesante.

Questi giorni insieme sono stati una rivoluzione silenziosa dentro di me e mi scuso con tutti e con Dio se le mie parole non ne rendono la magnificenza. Io dalla vita ho sempre chiesto emozioni forti, esperienze inequivocabili e invece in marcia ho assaporato una straordinaria ordinarietà che mi ha tolto le parole e mi ha lasciata col cuore pieno di gioia e speranza…

Perché amici cari, a Gesù Cristo, a colui che ho chiamato fin ora “Amore”, non interessano tutte le cose che facciamo per farci belli agli occhi della gente, non interessano i nostri sbagli, i nostri errori o le cose che vorremo nascondere anche a noi stessi; a Lui interessa quanto amiamo! 

Dopo questa marcia ho compreso che sono umana, che posso sbagliare e cadere perché sono fatta di carne, di paure e di insicurezze… Ma nonostante tutto, al di sopra di tutti i miei pensieri c’è chi E’ PIU’ FEDELE di me, di te e di tutto il mondo che ci ha sempre ferito.

Lui lo sa che non sono perfetta ma non si sofferma sul mio limite, anzi proprio sul mio essere creatura fonda il suo Amore e mi promette la Felicità, quella che non finisce e non mi lascia insoddisfatta alla fine…

Mi guardo intorno… tutto ciò che ho mi è stato donato gratuitamente, VIVO E SONO AMATA anche quando non me lo merito o non me ne rendo conto.

Ora, dopo tutto ciò, so che Lui mi ha liberata dalle mie paure, dalle mie insicurezze e mi è vicino. Proprio quando io sono debole, quando temo di non sentirlo al mio fianco, lì Lui mi dimostra la sua fedeltà. So che non mi deluderà perché mi conosce e Lui non si dimentica di chi ha scelto.

Dunque sì, voglio ricominciare da zero, ogni giorno, con Lui e coi miei fratelli… Sempre in cammino con i piedi sulla terra e con gli occhi al cielo! 

Francesca

L’Essenziale

La Terra Santa è un luogo molto frenetico, dove le preghiere di tanti uomini, anche di diverse culture, si intrecciano.

Camminando per le piccole vie di Gerusalemme, nel quartiere arabo si vedono dei tessuti con dei colori accesissimi che ti catturano gli occhi. Per le strade profumi di tutti i generi ti avvolgono, ogni luogo ha il suo profumo che ti riempe le narici e ti rimane inciso nei ricordi. A Gerusalemme si vive molto molto velocemente. Ci sono persone che corrono da tutte le parti. Qui ebrei, arabi e cristiani convivono con molte difficoltà.

A Nazareth, invece, è tutto diverso, tutto molto più tranquillo. Sembra proprio di entrare in quella che poteva essere la quotidianità di Gesù per i primi 30 anni della sua vita.

E’ un luogo molto semplice, ma allo stesso tempo carico di vita. Un po’ quello che Gesù ci chiama a vivere, non una vita semplicemente banale, ma vissuta nella semplicità.

Essendo Nazareth la città natale di Maria, incrociando le donne del posto guardavo i loro lineamenti, immaginando quale sarebbe potuto essere il suo volto.

Per me l’ esperienza in Terra Santa è stata molto secca, ma non un secco arido dove non nasce vita. Una secchezza che ti lascia l’essenziale, quello che basta. Sono un ragazzo molto pratico, mi piace agire piuttosto che spendere tante parole senza poi concludere nulla.

Poter stare nei luoghi di cui tanto ho letto nei Vangeli dà un sapore tutto nuovo a tante cose.

Tornare a casa dopo un’esperienza così viva non è semplice perché i problemi non svaniscono. La routine è sempre la stessa, gli amici sempre quelli. Però una cosa è cambiata: la mia consapevolezza di essere figlio amato. E questo mi pone davanti ai problemi come un uomo nuovo, con la certezza di non essere solo a combattere ogni giorno per rinnovare il mio si!

Matteo

Nel cuore un amore ardente!

Ecco che mentre sono a lavoro mi arriva un sms con scritto…

“Ciao Giovanni! ci scrivi la tua testimonianza sul corso Maddalena?”

Inizialmente non sapevo cosa scrivere a riguardo ma facendo memoria di quei giorni mi sono reso conto di quanto questa esperienza abbia lasciato una traccia indelebile sul mio sentiero.

Ormai è un po’ che sono in cammino con i frati e di esperienze che hanno aggiunto tasselli al mio puzzle ne ho fatte tante ma il Maddalena mi ha messo difronte alla verità di chi sono oggi, quasi come se mi avessero fatto una tac.

Maddalena una donna impossessata da 7 demoni che viene liberata, purificata e che si mette alla sequela di Gesù.

Maddalena una donna ferita, ma nel cuore un amore ardente!

Anche io quando sono arrivato ad Assisi la prima volta ero incastrato nelle mie ferite ma dopo l’abbraccio innamorato del Padre, ben deciso a riportarmi nell’amore ordinato, mettendo argini forti e saldi per contenere il torrente d’amore in piena che scorre dentro me, ho cominciato un percorso verso la libertà!

Tutto questo con non poche lacrime ma proprio queste, come per la Maddalena che piange davanti al sepolcro spalancato sono state gli occhiali per vedere nitido il volto di Gesù Cristo, il risorto.

Ed è proprio di resurrezione che si tratta, dell’amore che vince la morte!

Maddalena si sveglia presto per andare al sepolcro a profumare un corpo morto, o sarebbe meglio dire a coprire la puzza di morte.

Proprio così anche io nella mia vita per anni mi sono agitato tanto per apparire quello bravo nel compiere gesti d’amore. Mi dicevano che ero in grado di amare anche il più piccolo filo d’erba, ma poi in verità stavo solo spruzzando profumo su un modo disordinato di amare, che portava tante ferite a me e agli altri. Si mi rendeva felice, ma di una felicità incostante. Il mio cuore era una montagna russa, sali e scendi con l’adrenalina a palla ma quando sei in alto non ti godi la vista, pensi solo al momento in cui sarai sulla discesa!

Ed ecco arrivare le lacrime davanti a cose che ti spiazzano e mentre le persone intorno ti chiedono perché piangi parte sempre lo stesso discorso: Maddalena trova il sepolcro vuoto, piange, hanno portato via il suo Signore e non sa dove l’hanno posto.

Su quante cose ormai “morte” ho pianto, e quando mi chiedevano “perché piangi?” dicevo sempre che io non volevo fare del male a nessuno, desideravo solo amare tanto, amare di più, ma sempre mi trovavo ad infliggere ferite.

Ma solo quando proprio in quelle lacrime, scoprendomi cercato, chiamato per nome, mi sono voltato, cambiando direzione allo sguardo, ho cominciato a puntare gli occhi sul volto che mi diceva, “tranquillo, fidati di me, la morte è vinta, ci sono passato io per te e adesso apriti e lasciami entrare a trasformarti dall’interno così che tu possa amare, amare di più!”.

Io come Maddalena ho creduto, mi sono fidato ed ho rotto con una tristezza, ho ripuntato lo sguardo sui desideri, quelli che sognano di portarti verso una gioia piena.

Ed ora che comincio a sperimentare questo amore grande, così come la Maddalena corre dai discepoli per dire loro “Ho visto il Signore!”, anche io non riesco più a stare fermo. Mi riempe di gioia testimoniare che con Gesù Cristo, prima di ogni aspetto puramente religioso, avendo fede in lui vieni liberato e guidato verso la gioia piena.

Si posso proprio dire che il Corso Maddalena per me è stato una TAC e sai qual’è il risultato che ho scoperto? che ogni cellula del mio corpo comincia ad essere invasa da una cosa pericolosissima, l’AMORE!

Giovanni