…per vedere ogni giorno gelsi sradicarsi e piantarsi nel mare

Eccomi qui, rientrata dalla marcia notturna ad Assisi, gli 8500 passi con Francesco.
Abbiamo percorso il tragitto compiuto dal corpo di Francesco per vivere l’esperienza del perdono e della misericordia di Dio. 
Siamo partiti dalla Porziuncola, passati per San Damiano e arrivati, nel cuore della notte, al Sacro Convento.
Alla Porziuncola la catechesi inizia così: “Ricorda.. il tuo NOME è per te il primo gesto di misericordia”. Guardo velocemente in internet, il frate mi ha incuriosita, e leggo: Michela, chi è come Dio… Cosa?! Il mio nome contiene il massimo della misericordia! 
La catechesi prosegue e una domanda in particolare mi fa riflettere: Cosa vuoi portare questa sera a San Francesco? Ah… Io che pensavo di andargli a chiedere qualcosa.. devo portargli qualcosa.. simpatici i miei cari frati!
Iniziamo il cammino e guarda un po’, piove a dirotto! Sorrido e partiamo…
Tra una chiacchiera e l’altra con la mia compagna d’ombrello, risate con le amiche, scarpe e zaino inzuppati, a tratti penso tra me e me e sento che la fatica si fa lieve, la pioggia non è più fastidiosa e poi… sono ad Assisi nei giorni che precedono la morte di Francesco… è bellissimo.
San Francesco ha la capacità di smuovere dentro di me qualcosa di grande, e soprattutto di portarmi sulla strada giusta.. è così che camminando mi chiedo: Michi con chi stai rischiando nella vita? Dov’è il tuo amore? 
Se il peccato è stato il tuo punto di partenza, come potevi pensare che ti andasse tutto bene? 
Un passo dopo l’altro e arriviamo a San Damiano dov’è stata preparata per noi una rappresentazione teatrale. All’inizio dell’Ordine, quando Francesco dimorava a Rivotorto, una notte, mentre tutti riposavano, un frate gridò: Muoio!
Aveva molta fame, si era convertito da poco e affliggeva troppo il suo corpo. Così Francesco, dopo aver riunito gli altri frati per mangiare tutti assieme, disse: “Il Signore preferisce la misericordia al sacrificio”.
Una chiave di lettura interessante. Il Signore mi chiede più misericordia che sacrifici. Mi chiede di guardare la miseria dell’altro e di averne compassione.
Quando riprendiamo la marcia lo facciamo in silenzio, con una candela in mano… mi faccio seria, sono bagnata fradicia, voglio arrivare al Sacro Convento per incontrare San Francesco e per portargli qualcosa!
Penso a tutte le volte che non ho perdonato, penso all’odio e al rancore che ho sempre provato verso chi mi ha ferita.
Penso a Gesù che mi chiede misericordia e fede. Fede che è certezza, che è il contrario di paura. 
“Fede” che sta nella parola “fedeltà”… la fedeltà di Dio verso di me.
Così per una volta decido di rischiare: Rischio nella fede! 
Sono pronta a mettermi in cammino per seguire Gesù, per farmi guidare da lui… e per vedere ogni giorno gelsi sradicarsi e piantarsi in mare.
Michela

Nasco da ferite… e sono una PERLA!

“Nella vita non conta fare qualcosa, ma nascere, amare e lasciarsi amare”

So ormai a memoria questa frase di Chiara Corbella, l’avrò pubblicata una decina di volte su facebook, ma mi serviva la marcia francescana per capire che nella vita per vivere, e vivere da Dio, devo lasciarmi amare. Sono partita per questa marcia entusiasta, ma anche molto sicura: avevo preparato lo zaino col peso giusto, avevo comprato i vestiti tecnici giusti, da sportiva ero allenata e pronta ad affrontare i km di strada. Ero “giusta” insomma e mi sentivo tale, proprio come Simone il fariseo che invita Gesù a casa sua, vuole accoglierLo, ma secondo i suoi schemi, come se la relazione con Lui fosse dettata da regole da seguire, come se bisognasse essere giusti per stargli affianco.

Dio sapeva che ero lontana dal Suo amore libero e liberante, che Lo stavo incasellando nei miei schemi, e proprio questo di me Lo attirava, proprio per questo mi ha voluta alla marcia. Lì gli schemi reggono davvero poco, camminando ci si spoglia di tutte le sovrastrutture e si è costretti a guardarsi per quello che si è. Anche io ho dovuto farlo, il terzo giorno non potevo più fingere con me stessa o con gli altri: ero debole.

Il mio ginocchio aveva iniziato a farmi male dal giorno prima, ma quel terzo giorno sembrava non darmi tregua. Ho aspettato circa 10 km prima di accettare un aiuto, credevo che la forza consistesse nel farcela da soli, ma mi sbagliavo, così mi sono lasciata andare alle cure di chi avevo affianco. Da quel momento non solo i miei passi sono diventati più leggeri, ma anche il mio cuore. Il Signore aveva bisogno di passare dal mio fisico per parlarmi in modo chiaro: sono debole e da sola non posso andare da nessuna parte, da sola non posso salvarmi.

Ora so che era proprio lì che voleva che mi convertissi, perché solo una persona che si riconosce peccatrice può prostrarsi ai Suoi piedi bagnandoglieli con le lacrime, solo una persona che si riconosce limitata può essere umile ed accettare di dire sì ai Suoi piani, senza chiedere nulla, come Maria, consapevole che nulla è impossibile a Dio. Più ho accettato l’aiuto degli altri, più accettavo quello di Dio e la mia gioia cresceva, il mio canto era veramente libero, i miei occhi erano veramente lucenti. Ho iniziato ad affidare ogni passo ed ogni fatica col cuore in festa, perché stavo camminando verso un tenero Padre che mi ama proprio per quella che sono. Dopo la confessione mi sono sentita trovata ed amata nella radice del mio male e finalmente ho scoperto che agli occhi di Cristo sono bella proprio perché sono una perla: nasco da ferite, che solo nelle Sue mani possono diventare feritoie. Quelle mani mi stavano aspettando in Porziuncola, pronte ad abbracciarmi, a tirarmi fuori dai miei sepolcri, a scommettere su di me e sulla mia vita. Più la meta si avvicinava più capivo che potevo essere dono per quella che ero, a Dio piaccio così, mi ha creata Lui, non serve essere giusti di fronte al Suo amore, solo disponibili ad accoglierlo e a lasciarsi plasmare.

Marciavo debole, ma finalmente consapevole di essere una Figlia Amata. Sono arrivata in Porziuncola bisognosa del Suo amore, bisognosa dell’aiuto degli altri: felice di non potercela fare da sola. Siamo arrivati in Porziuncola solo perché siamo Chiesa: zoppicante, imperfetta, peccatrice, ma in ricerca del Suo volto, in cammino, pronti a sostenerci e a farci forza a vicenda. La meta non ha gusto se la raggiungi da solo…

Affinché in Paradiso sia veramente festa bisogna arrivarci tutti, non può mancare nessuno!

Marta

Ti si chiamerà con un nome nuovo…

Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra sarà più detta Devastata, ma tu sarai chiamata Mio compiacimento e la tua terra, Sposata, perché il Signore si compiacerà di te e la tua terra avrà uno sposo (Is 62, 4).

Questa è la Parola con la quale il Signore si è manifestato una volta per tutte nella mia vita, stringendomi in un abbraccio che mi ha prima accolto, stritolato e poi aggiustato, un abbraccio nel quale si sta così bene che è impossibile lasciare.

Qualche mese prima di arrivare in mezzo a questi frati e queste suore di cui non conoscevo l’esistenza, un paio di amiche ad un matrimonio mi avevano raccontato la storia di Chiara Corbella e io da quel giorno, arrabbiata, incredula e stupita davanti a tanto amore sono entrata in crisi. Profonda crisi. Santa crisi… ora posso decisamente definirla così.

Era già da un annetto che io vivevo inquieta, mi facevo domande sull’esistenza di Dio, non che fossi atea completamente, sono addirittura cresciuta in Azione Cattolica, ma poi ho vissuto un forte e lungo allontanamento che si è tramutato in perfetta disillusione e menefreghismo. Ero molto arrabbiata con Dio, perché non credevo esistesse e perché io ero talmente depressa e infelice che non sentivo l’amore delle persone che avevo accanto né, tanto meno, il suo.

Ma quella notte del 2013  mi sono letteralmente arresa al suo amore, alla sua esistenza e al fatto che la mia vita fosse completamente sua e che potesse fare di me ciò che meglio credeva.

Pian piano ho fatto tutti i corsi possibili e immaginabili che potessi fare li ad Assisi, timbravo tutti i cartellini, come amorevolmente mi prendevano in giro le suore, ma io sentivo di dover prendermi tutto quello al quale, in una vita intera, avevo rinunciato. Ero assetata di quell’Amore così grande che mi aveva risollevato dalla fogna in cui vivevo e volevo camminare verso di Lui.

Ma ero ancora inquieta e infelice, perché ricevevo parole, testimonianze, ma erano sempre per gli altri, mai per me.. avevo 31 anni ed ero già arrivata a pesare 137 kg… vivevo in un sarcofago, in un corpo e in una vita che non erano i miei. Non facevo altro che sentire che Dio mi aveva creata perché mi amava, perché per me aveva un progetto e una promessa d’amore, ma io ero come una che vive una disabilità, stavo su una carrozzina ma a me le gambe funzionavano e questo era quello che più mi faceva arrabbiare, il non riuscire ad avere la forza di amarmi, di alzarmi da quella carrozzina e spiccare il volo

Dopo un anno intenso passato tra Sassari e Assisi, durante l’ultimo corso, feci l’ennesimo colloquio con la mia guida spirituale, che mi ascoltava ogni volta che finiva un corso, e probabilmente ascoltava da un anno sempre le stesse lamentele, le stesse frustrazioni… ma quella volta ci fu un fuori schema incredibile, perché quale strumento di Dio per me, tanto duro e diretto quanto prezioso, mi disse: “basta Anna!! sei qui da un anno, sei arrivata in un modo e ora sei una persona diversa, hai ascoltato tanto e hai capito perché sei infelice, perché non vivi bene la tua obesità, chiuditi in una clinica e dimagrisci”

Inutile dirvi come ho fatto quel viaggio di ritorno, tra lacrime e hostess che mi passavano i fazzolettini…

Era febbraio e per un bel po’ di tempo non tornai più ad Assisi, forse ero arrabbiata, forse ero triste, delusa. Mi affidai ad un frate della mia città e provammo insieme a sviscerare quello che mi avevano suggerito. Ma siccome io sostanzialmente ero una fifona e non sapevo rischiare nella vita, allontanai per un po’ l’argomento dal mio cuore e dalla mia mente.

Gli attacchi d’ansia si inasprirono e ormai alle strette provai a fare memoria di tutto l’amore vissuto nell’ultimo anno, di tutte le Parole di Dio che avevo assorbito come una spugna e mi sono detta “ma che cavolo, io non la voglio più una vita mediocre, io sono davvero preziosa, Dio mi ha amata così tanto da mettermi al mondo, da custodirmi tutti questi anni nonostante io lo ignorassi, da farmi promesse eterne, ma soprattutto ha fatto si che io potessi rialzarmi dal buio, mi ha mostrato la Luce, mi ha detto continuamente che esiste una gioia piena ed è anche per me, io voglio quella Promessa d’Amore, io voglio fare centro nella vita..e voglio farlo con Lui”.

Quella è stata la vera svolta della mia vita, a differenza delle altre non avevo più paura, perché sapevo che stavo andando nella direzione giusta, e così a maggio del 2015, quando pesavo 116 kg, mi sono sottoposta ad un intervento di by pass gastrico. Tra mille paure umane certo, ma con una fiducia e un affidamento che mai avevo provato nella mia vita. Sentivo Dio così vicino, lo sentivo negli amici che mi aveva messo accanto e che mi hanno sostenuto e aiutato in questa scelta, lo vedevo negli occhi dei miei genitori che avevano paura ma che vedendo la mia fermezza comunque mi sostenevano.

Lo ripeterò fino alla nausea e so che molti attorno a me ancora non lo capiscono, ma io non avrei mai preso una decisione così grande senza Dio al mio fianco, senza aver avuto la consapevolezza del suo Amore immenso, illimitato e a volte anche esagerato. Ad Assisi per la prima volta ho ricevuto abbracci talmente potenti che ti aggiustano, ho sentito pronunciare il mio nome con amore e dolcezza, ho ricevuto fratelli in abbondanza…

Dio mi ha permesso di nascere 3 volte: alla vita, quando mi ha ricondotto fra le sue braccia e quando ha fatto si che mi operassi. Ma chi può ricevere così tanta grazia? Beh, tutti direi..tutti siamo chiamati a questa gioia piena. Ora ad un anno e mezzo dal by pass, dopo aver perso 54 kg, una persona praticamente, non posso che ringraziare ogni giorno il Signore per aver operato questo miracolo nella mia vita. Sono ancora in cammino chiaramente, e ora le dinamiche da affrontare con il mio nuovo corpo sono tante, nulla è semplice, sto provando ad amarmi così come sono, ed è la parte più complicata, ma lo sto facendo con accanto Dio che quotidianamente mi ricorda quanto sono bella, e preziosa..

“ti si chiamerà con un nome nuovo che la bocca del Signore indicherà” (Is 62,2b).

E’ proprio vero che il Signore fa nuove tutte le cose, ti raccoglie, ti abbraccia, ti ama e quando serve ti ricostruisce, dobbiamo solo affidarci, crederci, amarLo e seguirLo

Sono appena ritornata da Assisi, ho fatto servizio al vocazionale e al capodanno, perché dovevo in qualche modo restituire tutto quello che avevo ricevuto, ma come sempre ho ricevuto tanto di più io ancora una volta e mi sono resa conto che Dio è veramente illimitato, quando pensi che ti abbia già donato tutto, ecco lo stupore di cose nuove che sanno di buono…

Adesso finalmente “Cammino, corro… Volo!

Anna Rita

Cammina, Corri… VOLA! – VIDEO & FOTO!!!

Carissimi,

Ecco i video ed una carrellata di foto del Capodanno 2017 appena trascorso insieme!

Foto che comprendono la catechesi introduttiva di p. Francesco Piloni, la festa insieme al palazzetto d’Assisi, la celebrazione eucaristica della mezzanotte e la catechesi conclusiva del 1 gennaio tenuta da p. Gianluca Iacomino…

Una serie di momenti diversi che ci hanno permesso, nello stesso tempo, di vivere la serietà e la gioia di un anno per cui ringraziare ed un anno in cui sperare!

Auguriamo a tutti voi una vita ricca di STUPORE e MERAVIGLIA!

Il Signore vi dia pace!

…E il meglio deve ancora venire!

 

Clicca sui seguenti link per vedere i VIDEO:

Catechesi iniziale di p. Francesco Piloni

Omelia di S.E. Mons. Gualtiero Sigismondi, vescovo di Foligno

Testimonianza di fra Khukaz, OFM Custodia di Terra Santa

 

Ed ecco le FOTO dei vari momenti:

Tutti in Paradiso!!!

Carissimi, dal 16 al 18 giugno si terrà il GIUBILEO DEI GIOVANI!

per far memoria, in questo ottavo centenario, del dono del Perdono di Assisi che Francesco chiese per la piccola chiesetta della Porziuncola e che ancora oggi è fonte di appartenenza, gioia e felicità per tantissime persone che giungono qui ad Assisi sulle orme del Poverello.

L’evento durerà tre giorni e sarà dedicato ai giovani tra i 16 e i 33 anni con momenti di catechesi, testimonianza e preghiera.

Il titolo dell’evento, Tutti in Paradiso, suggerisce il tema del nostro Giubileo, che è quello della santità. Una santità possibile per tutti che cercheremo di riscoprire attraverso la bellezza della nostra vita, partendo dal nostro battesimo e soffermandoci su alcune figure di testimoni santi che hanno fatto centro nella loro. Una santità non estranea alla vita ma vera meta, ricerca che porta in sé la felicità e la gioia piena che solo una relazione intima d’amore con Dio può donare.

Cosa vi offriamo:

  • Accoglienza francescana: significa semplice. Dormirete in locali caldi, ma a terra, quindi bisogna portare materassino e sacco a pelo.
  • Non c’è una quota di partecipazione, ma chi vuole potrà contribuire con un’offerta libera.
  • L’accoglienza, venerdì 16 giugno sarà dalle 15.00 alle 17.00 presso la Domus Pacis.
  • La partenza, domenica 18 giugno, è prevista dopo pranzo.
  • L’evento è aperto ai giovani dai 16 ai 33 anni
  • E’ possibile iscrivere gruppi. Colui che effettua l’iscrizione telefonica ne è il responsabile 🙂
  • LE ISCRIZIONI SI EFFETTUANO SOLO TELEFONICAMENTE ALLO 0758051528

Se vuoi unirti a noi ecco come fare:

 

Venerdì 16 giugno

14.30 – 18.00 Domus Pacis – Accoglienza e sistemazioni nei vari alloggi

18.00 – 18.50 Basilica della Porziuncola – Saluti del Sindaco di Assisi, dott.ssa Stefania Proietti e del Custode della Porziuncola, p. Rosario Gugliotta

A seguire liturgia di inizio del Giubileo

19.30  Cena

21.15  Domus Pacis – Prove di canto e catechesi introduttiva

 

Sabato 17 giugno

7.00 Colazione

8.00 Basilica della Porziuncola – Celebrazione Eucaristica

9.30 Domus Pacis – Introduzione e testimonianze della sig. Lia Trancanelli – sr. Carolina Iavazzo – fr. Jarek Wysoczanski, ofm conv

11.15 Pausa

11.45 Domus Pacis – Domande e dialogo con i testimoni

13.00 Pranzo

15.00 Ritrovo nella Basilica di S. Chiara – Saluto delle sorelle clarisse del Protomonastero e Catechesi di Jean Paul Hernandez sul tema della bellezza

16.30 – 17.00 Passaggio al Crocifisso di S. Damiano con momento di liturgia

17.30 Partenza del pellegrinaggio verso la Porziuncola

19.00 Arrivo e controlli alla Porziuncola

19.30 – 20.50 Basilica della Porziuncola – Adorazione Eucaristica davanti alla Porziuncola

21.30 Cena

 

Domenica 18 giugno 2017

7.30 Colazione

9.00 Domus Pacis – Preghiera della Lodi

9.30 Domus Pacis – Catechesi finale

11.30 Basilica della Porziuncola – Celebrazione eucaristica conclusiva

13.00 Pranzo

Saluti e partenze


Scarica qui l’autorizzazione dei genitori: Autorizzazione 2017

Se vuoi saperne di più vai alla pagina dell’evento: Giubileo dei giovani alla Porziuncola o dai un occhio a questi video…

Invitiamo tutti a partecipare numerosi! Non perdiamoci l’occasione di vivere questo tempo di scoperta e di festa insieme!

Il Signore vi dia pace!

I frati del SOG

…Ognuno di noi è il sogno di Dio!

Carissimi,

pubblichiamo di seguito due perle, due testimonianze donateci da chi ha partecipato al Tu sei il sogno di Dio 2016.

 

Diamo la parola a Chiara

Tutto è iniziato un mese fa quando Francesca, la nostra animatrice, venne da me e mi propose un corso dal nome: “Tu sei il sogno di Dio”. Io le chiesi qualche informazioni in più per capire di cosa si trattasse, ma l’unica risposta fu l’ora di partenza e le date dei giorni che avremmo trascorso ad Assisi.

Lì per lì, con così poche informazioni, non ero molto convinta, poi però è scattato qualcosa dentro di me, ho iniziato a vedere quest’esperienza come una possibile via di svolta. Volevo allontanarmi da tutto quello che mi stava divorando dentro, da quella voragine a cui non sapevo dare una spiegazione…

Forse la parola giusta e che volevo allontanarmi da questa vita frenetica che non mi permetteva di respirare.

…E mi sono ritrovata ad Assisi, svestita dalle mie maschere, ad ascoltare parole che mi aprivano sempre di più gli occhi. Più proseguivamo con l’ascolto, più il mio modo di pensare cambiava fino ad arrivare a scoprire le verità e i principi su cui si basa la vita, entrando in contatto sempre più intimo con Dio.

E’ stato un trovare sempre più il vero senso della fede che da tempo ricercavo, che, ad essere sincera, nell’ultimo periodo avevo perso.

Man mano sentivo colmarsi quel vuoto interiore che mi portavo dentro da molto tempo; lo sentivo colmarsi dell’urgenza di amare: prima di amare gli altri bisogna imparare ad amare noi stessi.

E’ veramente difficile cambiare le mie idee, questo modo di stare al mondo, la abitudini con cui sono cresciuta…  ma un gradino alla volta ce la farò! Non posso fare più finta che non ci sia niente lassù! Ora Lo trovo oltre ogni banalità, oltre ogni cosa comune.

C’è ancora un ultimo pensiero che è davvero importante per me esprimere: GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE.

Un abbraccio.

Chiara

 

…ed ora ascoltiamo Benedetta

Prima di arrivare ad Assisi, i nostri educatori ci hanno detto di svuotare la testa da tutti i pensieri e i problemi che ci affliggevano… facile a parole.

Personalmente non ho seguito questo consiglio, perché stavo e sto vivendo un periodo non facile. Giunta ad Assisi, però, ho capito subito che l’atmosfera lì era diversa, che si respirava aria “più buona”, aria migliore di quella caotica e nervosa di Roma. Mi sono resa conto che i frati e le suore ci avevano accolto perché volevano dirci qualcosa di davvero importante, che ognuno di noi è il SOGNO DI DIO!

Dio ci ama così come siamo perché siamo i suoi doni più grandi. Avevamo bisogno di sapere altro? Spesso l’uomo non si accontenta, ma in questo caso la sensazione di pienezza era al di sopra delle aspettative. “Benedetta, tu sei il sogno di Dio”… L’emozione che ho provato è stata enorme, perché pensare così in grande non è semplice. Conosciamo i nostri limiti e arrivare a credere di essere ciò che Dio desidera sembra spropositato. Ma è questa la bellezza di Dio, ci ama così tanto da perdonare ogni nostro errore quando noi stessi non riusciamo a perdonarci; da sperare in noi anche quando noi stessi non abbiamo fiducia; ci ama in quanto figli anche se noi spesso ce lo dimentichiamo. Dio no, non si scorda di noi.

Questo è stato il messaggio che mi è rimasto impresso e che maggiormente mi ha colpito tra i tanti che ci hanno trasmesso in quei pochi giorni. Ricordo con piacere l’ultimo pomeriggio passato al parco vicino alla struttura… Le nostre parole volavano leggere come le altalene, la spensieratezza e la consapevolezza di poter essere felici avevano preso il sopravvento.

Ma ecco che arriva il giorno dopo… “casa”… mi era mancata tantissimo ed ora mi dovevo svegliare, per mettere in pratica la teoria. D’altronde sono partita con una marcia in più:

IO SONO IL SOGNO DI DIO e questo mi basta.

Benedetta

Riscoprire l’amore di Dio…

8500 passi…con Francesco per me è stata un’esperienza bellissima che mi ha aiutata a riscoprire l’amore di Dio.

Questo non vuol dire che prima non lo consideravo o non l’amavo ma semplicemente era un amore che si era affievolito, sapevo che c’era in qualche angolo del mio cuore ma era come se fosse rinchiuso in un baule in attesa che qualcuno lo liberasse. Questa liberazione è avvenuta grazie a San Francesco che mi ha aiutata a capire che Dio è con me ogni giorno e in ogni istante della mia vita, in ogni gioia e ogni dolore.

Sono davvero contenta oggi di sentirmi così leggera, così desiderosa di donare amore a tutti e far riscoprire che cosa grande è l’amore di Dio per noi. Penso che questa marcia non poteva arrivare in un momento migliore; avevo già partecipato al corso zero circa due mesi fa e dopo pensavo che tutto ciò che avevo ricevuto mi sarebbe bastato almeno per un anno intero, invece non è stato così. Con la travolgente vita che ognuno di noi ha si tende pian piano a mettere Dio in un dimenticatoio. Inoltre pensavo di non aver bisogno di lui, avevo già tutto: una famiglia amorevole, un ragazzo straordinario, amici… ma era una maschera! Iniziavo a sentirmi scomoda, stanca, vuota, non volevo più studiare, pregare, non capivo più cosa stessi facendo, insomma mi sentivo un po’ persa… Purtroppo ci sono dei momenti in cui mi chiedo: ma IO credo? Ho FEDE? E ora penso che possa avere la risposta solo continuando a pregare.

Dopo essere stata coinvolta in questa esperienza con il mio ragazzo e i miei amici mi son detta: perché no? Magari posso capire cosa fare della mia vita! Sapete cosa ho capito? Voglio vivere ogni giorno donando la MISERICORDIA che Dio ha donato a me. Che cosa semplice e meravigliosa! Paradossalmente va in conflitto con quello che pensavo di ricevere da questo corso; in realtà devo riprendere a fare quello che faccio ogni giorno con tanta forza ma tutto filtrato con la lente della Misericordia del Signore.

Sicuramente qualcuno da lassù mi farà capire cosa mi riserva la vita e quale posto devo occupare ma al momento so solo che voglio vivere ogni giorno in amore con tutti per quanto possibile, so che non sarà facile ma vorrei che tutti quanti possano capire che la vita è un continuo cammino con Dio. E se ogni tanto dovessi perdermi so di poter contare sulla misericordia Sua, che mi rimetterà sul binario giusto! Ora inizia la mia marcia nella vita.

Delia

Voglio ricominciare da zero!

La marcia francescana è un’esperienza che va vissuta, non si può raccontare fino in fondo in tutta la sua bellezza ed importanza, perché le parole pongono grossi limiti al terremoto che essa ti scatena nell’anima.

Sono partito senza aspettative…

Il primo giorno di cammino è stato durissimo: salite e discese frequenti sotto il forte caldo estivo mi avevano messo a dura prova e avevano suscitato in me un dubbio persistente e frustrante: “Ce la farò ad arrivare in fondo? O sarò solo di peso agli altri marciatori? Forse non sono abbastanza allenato… è meglio che rinunci, prima che mi accorga di non essere in grado e ne resti deluso?” Ho dovuto combattere con il mio io, con il mio voler capire tutto. Il secondo giorno mi guardo intorno e vedo volti sorridenti e felici… eppure anche loro stanno vivendo le mie stesse difficoltà!!

I miei compagni di marcia mi si avvicinano, ed io parlo con loro… sorrido, racconto, chiedo. So relazionarmi con loro, apro il mio cuore e anche loro iniziano a farlo con me. Ma contemporaneamente a queste relazioni belle che piano piano nascevano e crescevano, persistevano la fatica fisica e i dolori.

Dalla loro combinazione, da sotto la cenere, è cominciata a venire fuori un po’ di grinta… perché non si può mollare in salita! non si può mollare perché ti fanno male le spalle! Non si può mollare e lasciare indietro il compagno che è accanto a te!

Tutto ciò, è diventato la mia quotidianità e senza che me ne accorgessi, lentamente mi ha scongelato il cuore, fino a comprendere quanto io sopravvivessi anziché vivere. Consapevolezza che non mi ha lasciato indebolito, non mi ha fatto sentire vulnerabile, perché gli altri sono in fondo come me, affaticati, sudati, sporchi e con il peso del loro zaino sulle spalle e nel cuore. E’ stato inevitabile! Ci siamo riconosciuti gli uni negli altri e questo è stato risorsa, consolazione, forza, abbraccio, accoglienza, COMUNIONE! diventa lo specchio dell’Amore di Dio, esperienza che si fa attraverso i fratelli che non può essere immaginata né descritta appieno ma che ti dà Vita.

Ad un certo punto del cammino la fatica non è più fisica, ma interiore, e vai avanti perché accanto ai fratelli si può entrare anche nei luoghi più spaventosi e affrontare i tratti di strada più difficili senza timore! e che gioia quando insieme a loro riusciamo a raggiungere l’obiettivo! Si può camminare controvento, si possono portare dei pesi, si può condividere, si possono trovare strade diverse, si può attraversare il buio per vedere di nuovo la luce!

Sono arrivato ALLA PORTA DEL CIELO, con occhi nuovi e non rimpiango quelli vecchi. L’ho attraversata tenendo per mano  quella che è diventata una famiglia con cui camminare, l’ho attraversata sentendomi infinitamente piccolo e bisognoso della Misericordia di Dio, l’ho attraversata con una voglia infinita di gridare: “VOGLIO RICOMINCIARE DA ZERO”, l’ho attraversata con una sete di affidamento, di cura e protezione dalle mani di Colui che tutto può.

La Marcia mi ha condotto in territori che non immaginavo. Mi ha insegnato tantissime cose nuove e me ne ha fatte riscoprire altre che avevo dimenticate. Mi ha aiutato a capire cosa andava conservato e custodito e cosa invece  era necessario  LASCIARE per proseguire il cammino.  la strada è lunga.. ma confido in Colui che FA NUOVE TUTTE LE COSE, perché mi ha regalato occhi nuovi per vedere, un cuore nuovo per sentire.

Vincenzo

8500 passi… L’amore che non muore!

Marcia notturna nel transito di Francesco d’Assisi

1-2 Ottobre 2016

Carissimi,

Anche quest’anno, percorrendo il tragitto compiuto dal corpo di Francesco, vogliamo vivere nei giorni che precedono il transito e la solennità del 4 Ottobre, l’esperienza della bellezza e della pienezza della vittoria dell’Amore sulla morte!

In quest’anno, dove celebriamo gli 800 anni del Perdono della Porziuncola e il Giubileo della Misericordia, l’evento sarà incentrato sull’esperienza che Francesco stesso, ha fatto e ci consegna oggi, del perdono e della misericordia di Dio e verso i fratelli.

Attraverso il santo d’Assisi, la sua gioia e la sua profonda spiritualità vogliamo imparare a metterci di fronte alle nostre morti, croci, limiti e sofferenze con lo stesso amore che Gesù ha mostrato e che i santi hanno fatto loro.

Ci ritroveremo sabato 1 ottobre alle ore 14:30 presso la Domus Pacis; LA CENA è AL SACCO!

Per qualsiasi informazione scrivici all’indirizzo email: corsifratiassisi@gmail.com o contattaci al numero riportato sul sito www.fratisog.it o sul volantino.

NB: Le iscrizioni si effettuano solo telefonicamente A PARTIRE DAL 26 AGOSTO 2016

Il Signore vi dia pace!

SOG_transito_2016

Con i piedi per terra e lo sguardo al cielo!

“Ma dove sei stata?” “Cos’è la marcia?” “Come stai ora?” “E’ stato difficile? …E Dio?”

Quante domande nei cuori di chi ci conosce e, forse, ci ha solo visti in foto o nei cuori di chi ci ha visti passare tra le vie del proprio paese…

Sono sicura però che le domande ci sono anche nel nostro cuore e proprio questo nostro interrogarci ci rende vicini. Dunque, sì, le domande ci sono e sono in abbondanza, ed io da sola, se vi dicessi solo quello che sentivo o provavo non sarei veritiera perché, come ogni cosa, assume significato solo se la si guarda dall’alto, con uno sguardo di comunione…

Infatti, la marcia siamo NOI, trecento giovani, da tutta Italia, e non solo, arrivati senza sapere cosa ci aspettasse davvero, dove avremo dormito, cosa avremo mangiato o quanti chilometri avremo marciato; sapevamo solamente che eravamo lì per Dio, chi perché lo aveva già incontrato, o così credeva, chi perché lo voleva incontrare, chi perché ne voleva riscoprire il volto e chi per dirgli quello che non aveva mai avuto il coraggio di confessargli. Poi, sapete, oltre a noi e alle nostre volontà, c’era, e c’è, un AMORE grande, che ci sceglie prima che noi ce ne possiamo render conto.

L’Amore ci ha uniti un poco alla volta nei piccoli gesti, nel presentarsi, nelle file, nel non arrabbiarsi, nelle risate e nei silenzi… E non ci ha mai lasciati soli… Sempre una mano, un volto, un sorriso o un abbraccio ci ricordava la nostra natura: il nostro essere AMATI, non giusti o sbagliati ma semplicemente amati.

Anche mentre camminavamo l’Amore c’era, anche se non ce ne accorgevamo perché soffocati tra i nostri pensieri nel silenzio o mentre inciampavamo nelle solite nostre ferite; bastava alzare lo sguardo: Lei, Maria, era lì che ci apriva il cammino, alle nostre spalle sempre qualcuno era pronto a sorreggerci, e tutto intorno a noi il creato che, coi suoi doni, non aspettava altro che noi ne gioissimo. Quando le salite si sono fatte più dure l’Amore ha cambiato sapore, si è fatto sudore, dolore, si è fatto bisognoso e ci ha resi tali, si è fatto mano che ti stringe, abbraccio che ti rialza, lacrima di chi non si vuole arrendere e zaino da condividere perché troppo pesante.

Questi giorni insieme sono stati una rivoluzione silenziosa dentro di me e mi scuso con tutti e con Dio se le mie parole non ne rendono la magnificenza. Io dalla vita ho sempre chiesto emozioni forti, esperienze inequivocabili e invece in marcia ho assaporato una straordinaria ordinarietà che mi ha tolto le parole e mi ha lasciata col cuore pieno di gioia e speranza…

Perché amici cari, a Gesù Cristo, a colui che ho chiamato fin ora “Amore”, non interessano tutte le cose che facciamo per farci belli agli occhi della gente, non interessano i nostri sbagli, i nostri errori o le cose che vorremo nascondere anche a noi stessi; a Lui interessa quanto amiamo! 

Dopo questa marcia ho compreso che sono umana, che posso sbagliare e cadere perché sono fatta di carne, di paure e di insicurezze… Ma nonostante tutto, al di sopra di tutti i miei pensieri c’è chi E’ PIU’ FEDELE di me, di te e di tutto il mondo che ci ha sempre ferito.

Lui lo sa che non sono perfetta ma non si sofferma sul mio limite, anzi proprio sul mio essere creatura fonda il suo Amore e mi promette la Felicità, quella che non finisce e non mi lascia insoddisfatta alla fine…

Mi guardo intorno… tutto ciò che ho mi è stato donato gratuitamente, VIVO E SONO AMATA anche quando non me lo merito o non me ne rendo conto.

Ora, dopo tutto ciò, so che Lui mi ha liberata dalle mie paure, dalle mie insicurezze e mi è vicino. Proprio quando io sono debole, quando temo di non sentirlo al mio fianco, lì Lui mi dimostra la sua fedeltà. So che non mi deluderà perché mi conosce e Lui non si dimentica di chi ha scelto.

Dunque sì, voglio ricominciare da zero, ogni giorno, con Lui e coi miei fratelli… Sempre in cammino con i piedi sulla terra e con gli occhi al cielo! 

Francesca