Primo incontro Forza dall’Alto

Cari amici, di seguito trovate l’estratto del primo incontro Forza dall’Alto di martedì 28 aprile.

 

Ci incontriamo perché Dio sta facendo una cosa nuova, aprirò una strada nel deserto (Is 43,19): ve ne siete accorti? Nel coro scomposto di tante voci e opinioni, diamo voce alla Parola di Dio attraverso il libro degli Atti degli Apostoli, il Vangelo della Chiesa: così la Parola, lo Spirito Santo e Storia si incontrano e impastano e illuminano a vicenda in un inizio che non è guidato dalla sola previdenza umana ma anche dalla provvidenza divina.

7 serate che ci mettono sulla scia degli apostoli Pietro e Paolo afferrati dallo Spirito Santo, testimoni di una vita nuova dalla quale recuperare criteri sapienziali. Ma siamo alla Porziuncola dove Francesco di Assisi inizia qualcosa di nuovo diventando complice con la storia in cui vive trasformandola, complice con il Vangelo che sceglie fino in fondo, complice con lo Spirito Santo, ospite amico!

ATTI DEGLI APOSTOLI 1,1-8

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo». Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra».

Tu ed io oggi siamo Teofilo, amici di Dio che si mettono in ascolto e si pongono le domande giuste per entrare in questo tempo nuovo, sapendo che Dio non fa cose nuove ma fa nuove tutte le cose.

  • Gesù si offrì ad essi vivo….con molte prove. Non basta aver sperimentato la salvezza una sola volta. Il cammino di maturazione della relazione con Dio richiede un’assimilazione molto lunga: le fissazioni della mente e le ostinazioni del nostro cuore ti rendono restio. A volte è più facile vivere da annoiati che da risorti! L’uomo fatica a credere perché nel cuore del credente c’è anche la voce del non credente! Tu diventi ciò che ascolti!
  • Parlando del Regno di Dio. Non è un luogo ma va inteso nel senso che Dio regna! Il regno di Dio è una Persona: Gesù. Vivere questo tempo, questo nuovo inizio (fase 2) significa farsi raccontare da Gesù che Dio regna! La sua regalità è solo nell’amore: Lui ti ama come sei ma non ti lascia dove sei!
  • Ordinò loro di attendere che si adempisse la promessa del Padre. Questa promessa di Dio è un nome, è lo Spirito Santo, 1° dono della Pasqua. Siamo in un tempo di attesa: la tua vita è attesa di cosa? Di chi? L’attesa è difficile e altrettanto faticosa è la docilità ma spezzare la propria pretesa di autosufficienza.
  • Signore è questo il tempo in cui ricostruirai il regno di Israele? Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre vostro ha scelto ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni La domanda dei discepoli: è questo il tempo? L’uomo che vuole impossessarsi del futuro (bisogno di controllo e sicurezza) perché incapace di vivere l’oggi. Gesù Risorto gli parla del Regno di Dio e loro pensano in piccolo il regno di Israele, il loro orizzonte, il mio interesse! Ma una bella notizia questa sera: Dio è più grande della tua piccola circonferenza, ha le misure dei confini del mondo; per questo vuole dilatare il tuo cuore sulle misure della carità! “Aspirate ai carismi più grandi e io vi mostrerò una via migliore di tutte” (1Cor 12,31).
  • Il cambiamento c’è già stato, è avvenuto, è la Pasqua di Gesù, l’amore più grande, quello che va fino in fondo! Accogli questo amore: ricordi Pietro dopo la Pasqua? Io torno a pescare! Quella notte non presero nulla. Ma Gesù va a ripescare Pietro e gli dice: Pietro, non pesci ma uomini, ti avevo detto pescatore di uomini! L’amore più grande aspetta nella tua vita di essere accolto: lascialo essere Re nell’onnipotenza dell’amore e se ti piace, dagli una mano!
  • Il dono che porterà lo Spirito Santo è la Forza dall’alto: perché la forza non ce l’abbiamo in noi o comunque dura poco! Lo Spirito Santo, la forza di Dio, non è la capacità di essere convincenti con parole, essere persuasivi con sofisticati ragionamenti, con qualcosa di sensazionale. Questa Forza dall’alto apre ai segreti dell’amore per vivere da salvati dalla Pasqua di Cristo. Altrimenti viviamo come Lazzaro, scampati ma impauriti! Pietro e Paolo avranno la forza dall’altro per affrontare le prove della vita che presto arriveranno, loro così paurosi e pavidi. Così Francesco complice con la storia, il Vangelo, la Forza dall’alto.

Domanda

Dio sta facendo qualcosa di nuovo con te e non ti lascia solo ma ti vuole dare la Forza dall’alto: te ne stai accorgendo? Sei disponibile a lasciarti plasmare?

 

Vita prima di Tommaso da Celano (Fonti Francescane 358-362)

Da allora, con grande fervore ed esultanza, egli cominciò a predicare la penitenza, edificando tutti con la semplicità della sua parola e la magnificenza del suo cuore. […]

In ogni suo sermone, prima di comunicare la parola di Dio al popolo, augurava la pace, dicendo: «Il Signore vi dia la pace!» (2Ts 3,16). […]

Il primo tra quelli che seguirono l’uomo di Dio fu un abitante d’Assisi, devoto e semplice di spirito. Dopo di lui frate Bernardo, raccogliendo questo messaggio di pace, corse celermente al seguito del Santo di Dio per guadagnarsi il regno dei Cieli. Egli aveva già più volte ospitato Francesco nella sua casa; ne aveva osservato e sperimentato la vita e i costumi e, attratto dalla sua santità, cominciò a riflettere seriamente, finché si decise ad abbracciare la via della salvezza […]

La sua conversione a Dio servì di modello per tutti quelli che vennero dopo di lui: […] La venuta e la conversione di un uomo così pio riempirono Francesco di una gioia straordinaria: gli parve che il Signore avesse cura di lui, donandogli il compagno di cui ognuno ha bisogno e un amico fedele.

Presto venne alla sua sequela un altro cittadino di Assisi […]. Ed ecco sopraggiungere frate Egidio, uomo semplice, retto e timorato di Dio (Gb 1,8; 2,3) […]. Dopo di lui arrivò un altro, e finalmente il loro numero divenne sette con frate Filippo, al quale il Signore aveva toccato e purificato le labbra con il carbone ardente, così che parlava di Dio con spirito mirabile […]

  • 800 anni fa nasce Francesco d’Assisi e restituisce all’uomo la speranza: egli crede in Dio e nell’uomo e non si arrende alle minacce del suo tempo…
  • In Cristo Risorto Dio Padre da sempre opera nell’oggi della storia e non permette che questa si ripieghi su sé stessa…tentazione di ogni uomo, di Francesco.
  • Francesco vive una “svolta esistenziale”: il centro della sua vita si sposta da sé verso “un altro”.
  • Francesco “uomo semplice” … è riduttivo! La realtà che vive è complessa, contraddittoria, in alcuni tratti assurda, come la sua vita e quella dell’uomo di sempre.
  • Francesco decide di fidarsi di Dio. Si lascia affascinare e coinvolgere da Gesù Cristo, dalla sua passione per la storia di ogni uomo, dal suo farsi fratello di tutto il creato.
  • Francesco accetta un invito “vivere secondo la forma del Santo Vangelo” e accoglie il suo “nome nuovo”: “frate Francesco”.
  • Solo in un dialogo di amore e d’amicizia con Gesù è possibile accogliere la propria vocazione e missione come “dono” e “appello”: vivere “per” gli altri e “con” gli altri.
  • Francesco si lascia educare dalla Parola di Dio e guidare dallo Spirito Santo: la sua vita diventa “attraente”. Nasce la “novità” della prima fraternitas: mettere insieme le diversità attraverso l’esperienza del Vangelo, annunciare la pace, la penitenza dei peccati, la benevolenza verso tutti…nella ferialità.
  • Solo la “cura” delle relazioni e del creato è ciò che può accompagnarci verso un mondo nuovo.

DOMANDA

Se ci sembra di essere disorientati in una notte priva di stelle, bisogna forse aspettare l’alba per seguire il Vangelo e per aderire all’invito del Signore? (cfr. E. Leclerc, La Sapienza di un povero).

 

Forza dall’alto

Carissimi amici,

pace a voi.

Come avete notato, in questo tempo abbiamo sospeso i corsi del SOG, tuttavia continuiamo a ricordarvi nel luogo santo della Porziuncola.

Proprio per continuare a camminare insieme, anche se a distanza, da martedì 28 aprile inizieremo degli incontri per i giovani qui in Porziuncola.

Perchè Forza dall’alto? Gesù prima di lasciare gli apostoli con l’Ascensione, promette la FORZA dello Spirito, perciò in preparazione alla Pentecoste (e oltre) faremo questo piccolo pellegrinaggio negli Atti degli Apostoli, insieme ad alcuni personaggi della prima comunità cristiana e, ovviamente, con san Francesco.

Come Seguire? In diretta, dalle ore 21.00, a partire da Martedì 28 aprile, su canale FRATI ASSISI, potete seguire le catechesi.

Dio vi benedica

Capodanno 2020 “GRIDA LA VITA”

Carissimi,

pace a voi!

In tanti ci avete raggiunto per il Capodanno 2020 GRIDA LA VITA! Grazie alle catechesi, alla testimonianza di unabellissima coppia (Alessandro ed Elisabetta), alla festa, alla fraternità, siamo entrati nel nuovo anno ringraziando Dio con l’Eucarestia. Il Signore che conosce i cuori continui a colmare di frutti la vostra vita! Vi ringraziamo per i giorni trascorsi insieme e nel frattempo condiviamo con voi qualche video della serata…

Calendario Corsi 2019-2020

Per Iniziare un cammino di fede

Corso Zero
per ricominciare un cammino cristiano

  • 06 agosto – 09 agosto 2020
  • 29 ottobre – 01 novembre 2020

Marcia Francescana
per fare esperienza del perdono del Padre

  • ANNULLATA

Canto nella notte
ascolto e preghiera nei luoghi di Francesco

  • 13 giugno – 14 giugno 2020

Capodanno in Assisi
ringraziamo insieme il Signore per l’anno appena trascorso e affidiamo solo a Lui il nostro avvenire

  • 31 dicembre 2019 – 01 gennaio 2020

Tu sei il Sogno di Dio
per giovanissimi (16 – 18 anni)

  • 18 giugno – 21 giugno 2020

Per coltivare la relazione con Dio e imparare a conoscere sé stessi

Corso Amare come…
itinerario per la conoscenza di sé e di Dio

 

Corso Fidanzati
fondamenti biblici dell’amore

  • 22 ottobre – 25 ottobre 2020

Triduo Pasquale
per passare dal buio alla luce della Pasqua

 

Per approfondire la propria fede e scoprire il progetto di Dio nella propria vita

Corso Vocazionale
ogni vita è vocazione

  • 15-20 agosto 2020
  • 23-28 agosto 2020
  • 29 settembre – 04 ottobre 2020
  • 03-08 dicembre 2020
  • 26-31 dicembre 2020

Corso Seguimi
per un cammino di discepolato

  • 18 – 23 agosto 2020

Corso Agape
per coppie di fidanzati orientati al matrimonio

  • 4 giugno – 7 giugno 2020
  • 26 novembre – 29 novembre 2020

per info ed iscrizioni contattare direttamente la DOMUS PACIS allo 0758043530

 

 

E andremo e annunceremo che in Lui tutto è possibile…

Giovani e missioni: tra aspettative e realtà

“ sarò nel posto giusto?”

“ avrò veramente capito il significato di missione?” “ non conosco nessuno, farò amicizia?”
Queste sono solo alcune delle domande che mi sono posta non appena ho premuto il tasto invia del mio messaggio di conferma della mia partecipazione al corso giovani e missione.
Sono Giulia e ho sempre desiderato partire per una missione, ho sempre sognato l’Africa e ho sempre sentito dentro di me una grande energia ogniqualvolta si parlasse di tutto ciò. Sono venuta a conoscenza di questa opportunità tramite alcuni amici che lo avevano frequentato qualche anno fa. Ho iniziato questo corso un freddo Venerdì di Novembre, dopo le prime presentazioni ci è stato chiesto quali fossero le nostre aspettative relative al corso.
Ero abbastanza agitata, spaventata di non essere all’altezza e di aspettarmi cose diverse dagli altri. Ti svelo un segreto: RILASSATI, non esistono aspettative sbagliate o giuste, non esistono risposte corrette e risposte errate, esistono semplicemente le TUE aspettative e soprattutto, nessuno ti giudica.

Questo corso è un viaggio dentro di te che ti permette semplicemente di capire se partire è la tua strada,
se il tuo grande desiderio può portare frutto buono. Durante questi fine settimana ho potuto sperimentare l’amicizia, la condivisione e l’ascolto. Ho potuto in più occasioni dialogare con persone che hanno fatto scelte di vita completamente opposte alle mie, confrontarsi è stato bellissimo e molto arricchente. Inoltre questo corso mi ha permesso di far crescere il mio rapporto con Lui. Nella frenesia della vita quotidiana è raro che io riesca a trovar molto tempo da dedicare a Dio.
Alla fine del ciclo di incontri, dopo essersi confrontati, i frati consegnano ai partecipanti al corso un mandato. Per quanto riguarda la mia esperienza posso dire che è stato il primo momento reale in cui ho sentito concretizzarsi qualcosa che prima era solo un sogno, un’ ipotesi, insomma qualcosa di lontano da me. In quel momento guardi i tuoi compagni di corso, di avventura e puoi leggere nei loro occhi la tua stessa agitazione, le tue stesse speranze, i tuoi stessi pensieri. Io sono stata “ affidata” alla missione in Uganda. Fino a quel giorno non sapevo quasi nulla di questa terra meravigliosa e ora, a distanza di qualche mese posso dire che è diventato uno dei miei posti del cuore.

Un grazie speciale ai frati che hanno saputo gestire questo corso in maniera meravigliosa, un grazie ad Adriana che è stata una nonna, una cuoca ed una roccia. ( che poi e diciamocelo, pizze buone come le sue difficilmente se ne trovano.. per non parlare delle zuppe calde che di inverno scaldano corpo e mente)

Un ringraziamento anche ai miei compagni di avventura e soprattutto a Chiara: mia compagna di missione in Uganda.
Il ringraziamento più grande però va a Lui, senza il quale nulla sarebbe possibile.

Giulia.

D’ora in poi !

Hic. Qui. Quante volte rimbomba questa parola in Terra Santa: in ogni luogo a ricordarci qualche grande avvenimento e farci scoprire una parte di noi. Hic, qui, il Signore ha fatto qualcosa per me. Hic, qui, il Signore ha compiuto qualcosa dentro me.

Un pellegrinaggio, si sa, è metafora della vita. Ci si mette in cammino perché è un’esperienza che coinvolge tutto di te, magari in cerca di risposte a qualcosa che si sta vivendo, magari per imparare qualcosa, uscire da sé stessi ed entrare in qualcosa di più grande. Il mio cammino personale era cominciato un po’ di tempo prima, in cerca di risposte a qualche tempesta improvvisa che in breve tempo aveva devastato tutte le mie sicurezze, tutte le mie certezze che credevo di essermi costruito negli anni, lasciandomi deluso dalla vita, dagli affetti, dall’amore, dalla famiglia. Una serie di avvenimenti che mi avevano lasciato in eredità un cuore di pietra, freddo, insensibile, apatico. Ma per mia fortuna non ho mai smesso di interrogare il Signore di tutte quelle croci che mi sembravano così ingiuste e così, di fronte alle difficoltà, mi ha detto di ripartire verso le profondità… ecco che è arrivata, come un dono grande, la proposta della Terra Santa.

Sentivo dire dai frati che si va in Terra Santa per ricevere un cuore di carne, cioè imparare ad amare come Lui ci ama. Chiedevano: ma tu il cuore di carne lo vuoi veramente o stai comodo col tuo cuore di pietra? Ero davvero sfiduciato e, forse, spaventato… Eppure, sentivo forte dentro di me il desiderio di partire. Come se Dio mi stesse chiamando là, per fare verità, là forse avrei trovato qualche spiegazione; come se le mille tempeste che erano arrivate all’improvviso nella mia vita dovessero condurmi là, per vedere di persona tutto ciò che Dio aveva fatto e preparato per me.

Sono salito a Gerusalemme per poter entrare nel Suo Santo Sepolcro, toccare il fondo e uscirne rinato. Per concludere questo percorso nelle profondità di me stesso. Sono arrivato a Gerusalemme, dopo la mia piccola Via Dolorosa, per risorgere, per crescere. Sono andato là per tornare a credere nell’amore. Per tornare non più frammentato, non più insipido. Sono andato là intenzionato ad offrirgli quel mio cuore ferito, indurito, spaventato. Per chiedergli di accoglierlo e donarmene uno di carne, pulsante, pur con le cicatrici. Sono salito a Gerusalemme per rendere grazie al Signore per essersi inventato ogni modo per condurmi a Lui e per la vita nuova che già mi dona.

Prima di partire avevo paura di non essere pronto a un viaggio di questa portata, paura che non sarei stato in grado di provare abbastanza emozioni, di cogliere tutto. Che ci vuoi fare, la mia mente vorrebbe sempre calcolare tutto, poverina… Non è ancora abituata al fatto che Dio non fa mancare nulla.

E infatti là il Signore mi ha fatto sperimentare mille emozioni, tutte quelle che l’uomo è in grado di provare nella sua umanità e spiritualità. Là ha stimolato ogni mio senso, ogni mia capacità di venire a contatto con il mondo esterno e con il mio mondo interno. Mille colori, mille profumi, mille sguardi, sorrisi, volti. Culture e costumi diversi, etnie diverse, fedi, età, storie diverse. Ma la stessa terra, la stessa umanità. La stessa ricerca di un qualcosa di alto, di potente, di totalizzante. Mille contraddizioni, mille conflitti, mille tensioni. Eppure una bellezza misteriosa avvolge quel fazzoletto di terra e la città di Gerusalemme. Il suo fascino assale completamente: veramente santa è quella città. Un crogiolo di anime riunite al centro del mondo. Ti rendi conto di quanto sia vasto il mondo e la cosa meravigliosa è che ne fai parte anche tu, io! In quella realtà complessa e affascinante ogni posto ha qualcosa di speciale. Abbiamo un Dio che ci vizia alla bellezza, alla grandezza. Viene la tentazione di rimanere lì, a contemplare quei luoghi santi, di non discendere più, come gli apostoli sul Tabor, stupefatti di cotanta bellezza. Tutto profuma di Dio. Il paesaggio trasuda immensità. E ti senti amato nella tua piccolezza. Come rimanere indifferenti, ad esempio, a Nazareth, dove tutto ha avuto inizio? Di fronte alla casa di Maria, il posto in cui Dio, grazie al Sì di una ragazzina, ha deciso di entrare nella storia dell’uomo e farne una storia di salvezza? Che mistero, che umiltà, che potenza. Come rimanere impassibili nel deserto, luogo non di solitudine, ma di compagnia perfetta, intima con Dio, dove ci parla diretto al cuore? E poi Betlemme, da cui Dio accorcia definitivamente le distanze dall’uomo. Noi che ci emozioniamo davanti alle case natali dei personaggi illustri, come non emozionarsi davanti al luogo natio della persona che più ci ha amato al mondo donandoci la sua vita? Come non sentire i battiti a mille in quella grotta? E proprio da lì, a Betlemme, in Palestina, nel posto a me più inimmaginabile, mi è capitato anche di dover fare un colloquio via Skype (e essere preso!) per un posto di lavoro che tanto sognavo. Come non sentirsi inondato di gratitudine il cuore? Le parole non bastano a descrivere la grazia di quei luoghi.

Ma il luogo che più mi rimane nel cuore, il mio santuario, è il Lago di Tiberiade (Lc 5, 1-11). Sono rimasto affascinato dalla figura di Pietro, uomo del fallimento. Proprio nel momento del suo fallimento entra Gesù: non lo consola dopo la pesca andata male, ma dice di riprovare, di gettare nuovamente le reti. Non obbedire ai tuoi fallimenti, obbedisci alla proposta di Dio. Nelle delusioni, nelle debolezze, non disperare: Dio è alla riva che ti aspetta. Rimane certo la fatica, ma nel cuore non c’è più l’amarezza. Gesù non ti chiede di fare cose che non sai fare, di cui non sei capace. Ti chiede solo di farle con la consapevolezza, d’ora in poi, che Lui è con te. Quelle tempeste non le ha mandate a caso. Povero e ingenuo me, quando volevo capire nel frastuono. Mi ha fatto fallire per avvicinarmi a Lui, come ha fatto con Pietro; ha fatto in modo che in me si creasse una spaccatura per entrare nel mio cuore e donarmi una gioia nuova, ancor più piena. Allora impari a rileggere la tua vita e a domandarti: a quale amore più grande mi sta chiamando Dio? Dove mi sta chiedendo di gettare nuovamente le reti? L’importante è avere fiducia.

Veramente santo è quel viaggio. Là, in quella Terra, ho veduto l’amore di Dio per l’uomo, per me; ho capito cosa desidera da ogni uomo, quale vuole sia la sua missione verso l’altro. Mi ha fatto vedere che l’amore può vincere, mi ha mostrato che veramente sono amato e che grandi cose in me può fare il Signore. Davvero è stato un viaggio pieno di vita. E la cosa buffa è che tutto ruota intorno a un sepolcro, una tomba. Vuota! Sconvolgente. Arrivi nel luogo culmine di tutta la religione cristiana, al Suo Sepolcro, e nello spaesamento più totale realizzi che veramente il Signore non è più lì. Nel posto in cui più pensi di trovarlo, di sentirlo, Lui non c’è. Cristo è risorto, è veramente risorto! E capisci allora che non si risorge se salti la tua croce: non può esistere Pasqua senza Venerdì Santo. Se hai il coraggio di andare oltre il calvario e di entrare nel tuo sepolcro scoprirai che è vuoto. Non c’è più sconfitta, solo vita. Da quel Sepolcro mi sento rinato, da quel Sepolcro ho dato senso e compimento alle mie croci. E le benedico quelle croci, perché senza di esse la mia conoscenza dell’amore vero sarebbe limitata. Quanto mi hanno fatto crescere quelle croci! E quanto bene hanno fatto alla mia fede. Dal buio più totale di un annetto fa al sorriso gioioso che niente e nessuno riesce a togliermi adesso. Sono entrato a Gerusalemme col desiderio di essere guarito, desideroso di mangiare la mia Pasqua, il mio cambiamento, con il Signore. Credo di esserne uscito dalla porta di chi ha rimparato a credere nell’amore, dopo le ferite e le delusioni familiari e affettive, perché ha veduto l’amore vero.

Ma la parte più difficile, come sempre, è il ritorno al quotidiano, nella mia Galilea. Sono tornato a casa con tante domande, forse più di quante ne avevo prima di partire, e qualche dubbio su cui far discernimento. Troppo amore mi ha confuso le idee. E quando arriva l’amore di Dio ti senti trafiggere il cuore. Come fai a tacere l’amore che ti ha salvato? Dio non cancella mai i tuoi sogni, li amplifica. Finora non ci avevo capito niente.  Spero di riuscire ad emanare la luce propria che scaturisce da chi Lo ha incontrato e che profumi di vita, portando gioia ovunque sia con un sorriso da risorto sulle labbra. Perché questo sono: un risorto in Lui. E getterò nuovamente la rete, fosse anche a destra o nella maniera più assurda che mi indicherà, fiducioso che il raccolto sarà abbondante. Possa essere il mio obiettivo quotidiano quello di far diventare il suolo che calpesto ogni giorno terra santa, perché hic, qui, sia il Vangelo. Affido a Dio la mia giovane vita: che io sappia ascoltare e fare la sua Volontà senza paura. Perché dopo aver sperimentato tanta pienezza non ci si può più fare sconti, non ci si può più accontentare del superfluo e si deve avere il coraggio, quando necessario, di dirsi “tutto qui?” per poi prendere il largo, verso orizzonti più alti. Non mi resta che continuare il cammino e vedere: sarà bello scoprire cosa si è inventato per farmi strumento del Suo amore.

Rendete grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre. (Sal 136)

Sabino

Due occhi e un volto !

Sono due occhi e un volto a salvarti.

Gli occhi che hanno salvato me sono neri, hanno la dolcezza profonda di un velluto, e ridono, buoni e mansueti. Ridono come non ho mai visto ridere nessuno, né niente. Hanno la luce di una fiducia che straripa, e brillano di una gioia che rapisce e incanta. E che commuove.

Ad Assisi la Grazia si è rivelata a me come in un colpo di fulmine, negli occhi una ragazza emiliana.

Mi hanno accolta, smarrita – io ero morta, e non lo sapevo – al mio arrivo, nei corridoi della Domus. Eravamo cinque in camera, ma lei era stata messa lì per me. Aveva un dono per me, lei era una Parola di Dio per me: è stato chiaro dal primo istante, e lo ha confermato solo l’ultimo giorno, raccontandomi nel sorriso, un attimo prima di salutarci, la storia dell’Amore che dalla morte l’aveva portata alla vita. Intanto, era stato l’Amore stesso a prendermi per mano, e a mostrarmi la gabbia – la tomba – dentro la quale mi ero rinchiusa da sola. E l’Amore ha iniziato a tirare fuori anche me.

Perché di Amore si tratta, sempre, e l’Amore – che è il nome che Dio vuole per sé – lo sapeva che nessun altro linguaggio io avrei compreso, e quindi con l’amore mi ha incantata per portarmi alla vita. È stato un amore a parlarmi di Assisi. Un amore piccolo, umano e sbagliato, dal quale mi ero lasciata fare un male enorme: gliel’ho permesso io, di trattarmi come se fossi niente, perché io niente credevo di essere. Eppure – che fantasia che ha il Signore – è stato quell’amore a senso unico a mettere in me la curiosità di Lui. Tante e tante volte, da sempre, l’annuncio di questo Amore grande aveva cercato ogni strada per raggiungermi, io lo vedevo, ma sempre gli ero sfuggita, perché pretendevo caparbia di potercela fare da me, di salvarmi da sola. E nessuno si salva da solo. Il Signore ha cercato di dirmelo in ogni modo: alla fine me lo ha fatto dire da un uomo che io amavo, non riamata. E allora, per amore, ho creduto. Lui mi ha lasciata, ovviamente – è la storia più vecchia del mondo – ma non è per la delusione che ho cercato aiuto in Assisi, non era il miracolo che volevo: ero sola, sì, ma il seme di questa curiosità si era scavato un posto nel buio in cui annaspavo, e pur credendomi pazza ho deciso di partire per quel posto dove l’uomo al quale elemosinavo un amore che non voleva darmi diceva di volermi portare. Non mi ci ha portata: mi ha portata in vacanza, e mi ha lasciata lì. Di punto in bianco, come Teseo con Arianna. Con le ossa rotte e il cuore a pezzi, ho però seguito la strada che diceva di voler dividere con me, e ora so che lui era la persona sbagliata, ma questa era la strada giusta. E sono così felice di aver preso questa gigantesca batosta, è stata la mia fortuna.

Ero persa, mi ero persa: ero in alto mare e stavo per affogare. Mi tremavano perfino gli occhi, mi tremava la voce, non riuscivo a sostenere la vita, non volevo farlo, mi nascondevo anche a me stessa, murandomi viva dentro una tomba. Al buio, e ferma, da mesi: non lavoravo più, non uscivo più, non volevo nessuno, né niente. Non so cosa stessi aspettando, forse che la morte passasse a prendermi, confermandomi finalmente che io a niente servivo. Ora so che un nemico, dentro, mi stava consumando le ossa. Banchettava di me. Non stavo vivendo, avevo abdicato alla regalità che appartiene a ciascuno perché ognuno è figlio di Re: avevo rinunciato alla mia eredità, convinta di non meritarla, e mi ero rinchiusa, letteralmente, da viva in una bara. Fuori la vita, fuori ogni tentativo, fuori tutti. La prigioniera ero io. E anche l’aguzzino.

Ho chiesto amore dove non c’era, ho mendicato vita a chi non voleva darmene, ho sepolto i miei talenti e la mia bellezza vivendo da esule, bestemmiando le benedizioni che io ho. Avevo bisogno di una sveglia potente, e l’ho avuta: appena arrivata al corso, la prima Parola annunciata, parlava di me. Mi ha accolta il Vangelo della Samaritana: una donna sfiduciata e persa, oppressa dal peso di aver fallito nell’amore, e quindi nella vita. Una donna che si nasconde, per vergogna e per tristezza. È il Signore della Vita a cercarla, cerca proprio lei, esce di strada per trovarla, fa un giro assurdo, in un tempo sbagliato, con la scusa non credibile di cercare acqua nel deserto, Lui che è il padrone dell’acqua viva. Lo stupore commosso e grato della straniera toccata dalla grazia e dalla speranza è stato il mio. Mai ho pianto tanto, e mai ho riso tanto, come durante i cinque giorni del corso Vocazionale. Ogni cosa, ora lo so, era stata pensata per me. Tutto ciò che era stato storto nella mia vita, e incompleto, e insufficiente, è stato ordinato perché da quel ceppo morto tornasse a nascere la vita. Ogni deviazione è diventata strada maestra, ogni ferita un’occasione: Lui non ha bisogno di fare nuove cose, preferisce fare nuove tutte le cose.

 

E no, nessuna magia è successa: nessuno pensi che con un passaggio in Porziuncola si possano trovare d’incanto le cose che mancano nelle vite di ognuno. Non ci sono contratti a tempo indeterminato tra quelle mura, né mariti, né mogli, né case, né posti fissi, né figli, né pane, né lauree: perché trovare quello che è in nostro potere trovare spetta a noi e al nostro impegno.
Ora sono in cammino, non posso nemmeno dire di aver imparato ad amarmi la metà di quanto Lui mi ama, né di aver messo ordine in tutti i casini che ho nella testa e nel cuore, ma finalmente so che se anche anche cadessi cento volte – e cadrò – il sorriso benevolo di un Padre mi tenderà la mano perché io torni a stare dritta sulle mie gambe. E a correre, perché se posso, devo farlo. In quei pochi metri quadrati di pietra c’è il Perdono, e c’è la strada verso la Vita. C’è davvero.

 

Amelia

Piccoli Passi Possibili…per coppie di fidanzati !

Questo Corso, per sole coppie di fidanzati, vuole aiutare le coppie a vivere la loro preparazione al sacramento delle nozze, sia attraverso catechesi bibliche, sia attraverso la vita e l’esempio di Chiara Corbella Petrillo, una donna che ha saputo conciliare la sua esperienza di fede con quella di un fidanzamento cristiano, e in seguito col suo essere sposa e madre.

Si svolge presso la Casa di accoglienza francescana “Domus Pacis Assisi” a S. Maria degli Angeli, in Assisi. Il Corso inizia con accoglienza a partire dalle ore 15 del venerdì; il primo incontro sarà intorno alle ore 18. Il Corso terminerà la domenica dopo il pranzo.

Per info e iscrizioni info@domuspacis.it

Video Capodanno 2019 ” Ne vale la gioia “

Carissimi ecco a voi alcuni dei video del Capodanno 2019 “Ne vale la gioia”